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Caos vendita Foro Boario: a Treviglio bilancio appeso a un filo, in gioco 2,8 milioni

A Treviglio tiene banco il caso di Foro Boario: se la società decidesse di rescindere il contratto il Comune dovrebbe restituire 2,8 milioni di euro, in gran parte già spesi per la realizzazione di alcune opere sul territorio.

Le sorti del bilancio trevigliese nelle mani di Ossidiana: è questo l’allarme che arriva dal Consiglio comunale tenutosi il 31 gennaio. La società, una controllata di Coop Lombardia, dopo le recenti vicissitudini che hanno visto la vittoria del ricorso al TAR di Brescia dei trevigliesi Vertova e Mossali contro la vendita dell’area ex Foro Boario a causa di alcune irregolarità in sede di approvazione, avrà la possibilità di rescindere il contratto – come previsto nella sottoscrizione stipulata con l’Amministrazione – e di conseguenza ottenere la restituzione dei soldi – circa 2 milioni e 800 mila euro – fino ad ora versati nelle casse comunali, soldi questi già spesi in grande parte per la realizzazione di alcune opere cittadine, prima tra tutte quella del nuovo polo fieristico posto nell’area PIP2.

Una situazione decisamente delicata quindi, che lascia aperte le porte a diversi scenari. Ossidiana, infatti, non si è ancora espressa in materia, nonostante sia stata invitata a una audizione durante l’ultima assemblea cittadina, invito declinato dall’azienda che ha preferito non esporsi continuando a effettuare una serie di verifiche, lasciando quindi il dubbio su come procederà nei prossimi mesi.

Se la società dovesse decidere di proseguire con l’acquisizione dell’area, a fronte magari di una eventuale vittoria del ricorso che il Comune di Treviglio presenterà al Consiglio di Stato – con conseguente via libera alla vendita – la situazione si normalizzerebbe con il ritorno all’erogazione dei pagamenti come previsto dal contratto stipulato. Dall’altro lato invece se l’azienda decidesse di rinunciare all’acquisto dell’ex Foro Boario il Comune, per forza di cose, dovrà procedere alla restituzione dell’intera somma incassata fino a ora, registrando cosi un problematica a livello di bilancio che costringerebbe l’Amministrazione a rimpinguare le casse tramite la vendita di immobili di proprietà cittadina o utilizzando parte dell’avanzo di amministrazione dell’anno precedente.

“L’amministrazione comunale non avrebbe dovuto accettare un’offerta condizionata e spendere i 2,8 milioni incassati – afferma a gran voce il PD trevigliese – poiché si trattava di somme non certe bensì di semplici acconti. Si è trattato di una scelta politica imprudente, dettata dalla fretta di concludere un’operazione che riteniamo sbagliata perchè il Foro Boario merita un utilizzo migliore rispetto all’ennesima superficie commerciale. A nostro avviso l’amministrazione deve portare la variante in Consiglio Comunale e confrontarsi con i cittadini sulla destinazione di un’area così importante per lo sviluppo urbanistico della città”.

Dall’altra parte però, il Sindaco Imeri, ha sottolineato in Consiglio comunale, come, grazie all’utilizzo di questi soldi già incassati, si sia potuto intervenire in svariate aree urbane con opere necessarie alla cittadina, che altrimenti non si sarebbero potute realizzare in tempi cosi brevi. Non solo l’ultimazione del polo fieristico, quindi, ma anche tanti altri lavori a livello locale come la realizzazione della ciclabile di via Baslini, la manutenzione del palazzetto delle scuole Grossi, la messa in sicurezza di via Buonarroti, la messa in posa di nuovi giochi e arredi nei parchi cittadini o le opere legate alla sistemazione del locale cimitero; attività queste che non si sarebbero potute concretizzare nel breve termine senza l’utilizzo di tali cifre derivanti dalla vendita dell’area situata tra viale Merisi e via Pasteur.

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