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Brembo Ski al bivio, nuovo concordato oppure fallimento fotogallery

Tra il peso dei debiti e quello dell'inchiesta per incendio doloso e turbativa d'asta, il futuro della società che gestisce gli impianti di di Foppolo, Carona e Valleve, dovrebbe incrociare una di queste strade

Chiedere un ulteriore concordato affidandosi ad un nuovo advisor, oppure consegnare i libri in tribunale e avviare la pratica del fallimento in proprio. Il futuro di Brembo Super Ski, la società che gestisce gli impianti di risalita dei comuni di Foppolo (75% delle quote), Carona (15%) e Valleve (10%) dovrebbe incrociare una di queste strade.

Nel pomeriggio di martedì 31 gennaio, negli studi del commercialista Cristian Revera a San Pellegrino, l’attuale depositario dei conti della società, si è tenuta l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2016; alla quale, su richiesta del collegio sindacale, è seguita la riunione straordinaria del consiglio di amministrazione. Entrambe, a quanto pare, concluse in un nulla di fatto.

Secondo indiscrezioni, lo studio legale Zaglio-Origlio e associati di Brescia avrebbe comunicato l’impossibilità di arrivare al piano per la ristrutturazione del debito (che sarebbe dovuto essere presentato in tribunale il 18 febbraio), con tutto quel che ne consegue per la società in un momento tanto delicato, tra lo spettro finanziario dei debiti (14 milioni di euro, stando ai dati del bilancio 2015) e quello giudiziario dell’inchiesta per incendio doloso e la presunta turbativa d’asta attorno al bando indetto dal Comune di Foppolo per l’installazione della cabinovia, poi vinto dalla Graffer S.r.l. dell’imprenditore Sergio Lima: il primo nome a finire nel registro degli indagati del pm Gianluigi Dettori insieme al sindaco di Foppolo Giuseppe Berera, la moglie Roberta Valota, la funzionaria comunale Luisa Carla Piredda, il sindaco di Valleve (nonché presidente della società degli impianti) Santo Cattaneo e l’avvocato bresciano Antonio Ditto (leggi qui).

E ora? Tutto pare essere rinviato al cda di venerdì 3 febbraio. Prima la società intende parlare con il commissario giudiziale Anna Maria Angelino per avere ulteriori chiarimenti ed evitare di prendere decisioni affrettate.

Nel momento in cui non dovesse concretizzarsi la possibilità di un nuovo concordato – e la strada del fallimento non fosse intrapresa dalla stessa società – l’istanza potrebbe partire dai creditori o dalla Procura di Bergamo, che può decidere di intervenire sulla base delle indagini. Per quel che riguarda gli impianti, il circo bianco dovrebbe continuare a girare anche con l’arrivo di un curatore fallimentare. Almeno per questa stagione.

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