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Centro massaggi davanti alla Basilica: “poco decoroso” e Treviglio si spacca

Sulle vetrate di un negozio attualmente chiuso per problemi burocratici, un cartello che a caratteri cubitali annunciava l'imminente apertura di un nuovo centro massaggi orientale proprio davanti alla storica chiesa trevigliese.

Treviglio avrà un nuovo centro massaggi in centro, anzi no o forse sì. C’è molta confusione in queste ore in piazza Manara a pochi passi dal palazzo del Municipio e dalla Basilica cittadina. Nella giornata di sabato 28 è apparso, sulle vetrate di un negozio attualmente chiuso per problemi burocratici, un cartello che a caratteri cubitali annunciava l’imminente apertura di un nuovo centro massaggi orientale proprio davanti alla storica chiesa trevigliese.

Come spesso succede in questi casi il tam tam mediatico ha iniziato a circolare, specialmente online, con due differenti fazioni a battagliare sulla questione; da una parte chi ritiene la scelta di tale apertura di cattivo gusto mentre dall’altra chi difende la nuova possibile apertura cittadina. Possibile ma non certa, dato che l’avviamento di tale centro massaggi non è altro, almeno per il momento, che una provocazione orchestrata dal gestore dell’attuale locale chiuso, una patatineria, presente all’interno delle mura che dovrebbero ospitare il fantomatico centro benessere.

Paolo Cozzini, socio dell’attività, ha deciso di pungolare in questo modo i cittadini per attirare l’attenzione verso il suo locale, praticamente mai aperto, a causa di un’ordinanza dell’ATS – Azienda di Tutela della Salute – che ne contesta l’apertura a causa di alcune apparenti violazioni alle normative inerenti lo scarico di fumi e gas alimentari derivanti dalla lavorazione dei cibi trattati nel negozio e protestando cosi anche verso alcuni trevigliesi che avevano presentato degli esposti contro la sua attività definendola “poco adatta” alla zona in cui è stata aperta.

Un gesto eclatante, che sicuramente è servito ad attirare l’attenzione cittadina e mediatica verso il problema legato all’apertura del suo negozio, che da mesi ormai giace chiuso e praticamente vuoto, nell’attesa che l’azienda sanitaria cambi idea rilasciando il via libera per l’apertura, cosa fino ad oggi non ancora avvenuta.

“Abbiamo aperto sì e no per dieci giorni, in cui gli affari sono andati a gonfie vele – afferma l’imprenditore – poi sono arrivati i normali controlli di routine da parte dell’ATS e da allora è iniziato il nostro calvario. Ci è stata imposta la chiusura a causa di alcune piccole irregolarità riguardanti gli scarichi fumari e degli odori di lavorazione, cosa che abbiamo immediatamente regolarizzato adottando un nuovo sistema di scarico che prevede, dati di fabbrica alla mano, di filtrare fino al 95% degli odori prodotti dalle friggitrici senza l’utilizzo di una canna fumaria a tetto, sistema questo già utilizzato, tra l’altro, da altre ristorazioni della stessa tipologia aperti in centri storici ben più grandi come in città alta a Bergamo o nel centro storico di Verona senza avere alcun tipo di problema, cosa che invece è avvenuta in questo determinato caso impedendoci di aprire. Purtroppo anche dopo questa costosa modifica tecnica ci è stato risposto che l’impianto non era idoneo; abbiamo cosi richiesto gli atti riguardanti il nostro caso per capire quale fosse il problema ma ci è stato comunicato che non possiamo averne accesso; è una situazione paradossale, che non riusciamo a comprendere”.

centro massaggi

(foto di Stefano Sonzogni)

Sulla chiusura imposta lo stesso Cozzini afferma “sembra quasi un accanimento verso di noi e non ne capisco il motivo, non ho ucciso nessuno. A livello igienico sanitario non è stato riscontrato nessun tipo di anomalia nei nostri locali, abbiamo trasmesso tutti i documenti necessari che testimoniano che il nostro impianto di purificazione degli odori è più che efficiente e può rispettare tranquillamente la deroga alla legge in vigore per i casi come il nostro dove non è possibile installare una canna fumaria sul tetto per limiti architettonici e si utilizza quindi un’altro sistema di purificazione che espelle praticamente solo aria calda proveniente da una cappa laterale; nonostante ciò ci è stato comunque risposto picche”

Una situazione difficile questa per Paolo, che lo ha impegnato fisicamente ma soprattutto in termini economici, con un investimento importante per l’apertura di questa attività che fino ad ora non ha ancora portato i suoi frutti. Nonostante ciò il battagliero imprenditore promette di non scoraggiarsi e di voler continuare la sua personale crociata: “si tratta di una questione di principio, non tanto economica. Ho la fortuna di avere un’altra attività che mi permette di vivere, Dio solo sa dove sarei ora se quel locale fosse stata la mia unica fonte di reddito. Non mi voglio fermare qui, ho deciso infatti di portare un ricorso al TAR per ottenere la revoca alla chiusura del mio esercizio mentre parallelamente chiamerò a giudizio chi di dovere, chiedendo il risarcimento dei danni per questi mesi passati senza lavorare, per le bollette e l’affitto che io ad oggi continuo a pagare regolarmente e per la merce che sono stato costretto a buttare in seguito alla chiusura imposta mesi fa”.

Sulla comparsa del cartello relativo al fantomatico centro massaggi poi afferma “era una provocazione, o almeno lo è per il momento, c’è chi si lamentava per l’apertura di un negozio di snack ritenuta poco decorosa, bene chissà cosa diranno ora che mi hanno portato alla valutazione di aprire un centro massaggi, cosa che mi è tra l’altro consentita dato che possiedo anche un solarium e detengo, tra gli altri, i permessi per poterli fare. Ci tengo comunque a precisare che al di la di pochi detrattori a cui non andava a genio l’apertura della mia patatineria nel centro cittadino ho ricevuto la solidarietà di tantissime persone, sia residenti in zona che facenti parte dei commercianti locali i quali mi hanno esternato il loro supporto per questa vicenda”

Interpellate sulla vicenda anche le istituzioni locali, con il Sindaco Juri Imeri che afferma “Si tratta ovviamente di una provocazione di chi ha applicato la vetrofania, La vicenda è ormai nota, li c’è questo diniego per l’apertura del negozio di patatine ma non perchè si tratta appunto di un negozio di questo tipo ma perchè l’ATS ha espresso per tre volte parere contrario. Quindi non si tratta di una problematica relativa al tipo di esercizio ma di un problema igienico – sanitario e di prevenzione dell’ATS”

Si attendono quindi i prossimi sviluppi di questa vicenda che sta sempre più incuriosendo i cittadini trevigliesi e di cui sicuramente si avranno nuovi capitoli in futuro.

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