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Yad Vashem, la giornata della Memoria all’Istituto per geometri Quarenghi

Al Quarenghi, un giorno della memoria indimenticabile.

Al Quarenghi, si è celebrato un giorno della memoria alternativo, che, una volta tanto, non si è fondato sulla visione dei soliti film legati all’Olocausto, ma su di un’iniziativa autenticamente educativa.

L’istituto per Geometri di Bergamo, nella mattinata del 28 gennaio, ha infatti avuto l’onore di ospitare la dottoressa Susanna Kokkonen, direttrice di Amici Cristiani di Yad Vashem, il museo ebraico di Gerusalemme. Il nome Yad Vashem rende l’idea della missione che si prefigge il museo, poiché esso  significa letteralmente “un monumento e un nome”.

Questa celebre istituzione si prefigge perciò di celebrare e commemorare attraverso diverse installazioni, tutti coloro che siano meritevoli di ricordo, siano essi vittime o salvatori di ebrei. Obiettivo del museo, fondato nel 1953 e che sorge a Gerusalemme su di un’area molto estesa sul monte Herzl, è dunque quello di documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime.

Tra le varie attività dell’Ente, vi è perciò anche quella di educare le nuove generazioni e commemorare con loro la Shoah. Non a caso, l’incontro svoltosi al Quarenghi è inserito in un itinerario di convegni internazionali che toccherà città come Como, Bergamo, Lugano e altre ancora. La dottoressa Susanna Kokkonen, di origine finlandese, dopo aver vinto una borsa di studio, ha potuto svolgere a Gerusalemme un dottorato riguardante i profughi ebrei in Italia.

giornata della memoria quarenghi

Ecco quindi svelato anche il suo legame con L’Italia e con la lingua italiana che la direttrice parla fluentemente. Dopo tale attività, ha scelto di lavorare a Gerusalemme. L’incontro, durato due ore, ha coinvolto gli alunni del Quarenghi, e in modo particolare le classi quinte, che hanno seguito l’iniziativa con notevole interesse. Dopo un breve saluto del Dirigente scolastico dell’Istituto, l’ ingegner Cesare Emer Botti, la mattinata è proseguita con una interessante introduzione dello storico Marco Cimmino, professore di Lettere del Quarenghi, relativa a tutti i genocidi del secolo scorso.

Il docente ha illustrato agli alunni le origini dell’antisemitismo e ha offerto ai presenti una panoramica di tutti gli stermini compiuti nel “secolo di sangue”, come egli stesso ha definito il Novecento. Ha inoltre spiegato che sarebbe auspicabile che in futuro ci fosse un solo giorno della memoria per tutti i genocidi. Si è trattato di una chiave di lettura molto ampia che ha permesso alla dottoressa Kokkonen di introdurre la ricostruzione delle identità dei sei milioni di ebrei sterminati.

La direttrice si è soffermata sulla vita di due persone note, che hanno richiamato l’attenzione degli alunni: Mieps Gies e Anne Frank. Una austriaca e l’altra ebrea tedesca, entrambe costrette ad emigrare nei Paesi Bassi ed entrambe accomunate da un destino per cui le loro famiglie si sono incrociate. Attraverso le loro storie – ben documentate poiché la direttrice ha attinto dall’archivio del museo – la Kokkonen è riuscita a ripercorrere le varie vicende degli ebrei dalla persecuzione allo sterminio.

“Al centro di tutto”, ha spiegato la dottoressa,” vi è l’essere umano che può ritrovarsi a essere una vittima, un carnefice o anche un salvatore. E anche rimanendo in silenzio si aiutano i carnefici”. E il giorno della memoria deve servire proprio a non rimanere in silenzio. Ed era proprio questo l’intento del Quarenghi, ricordare in un modo diverso, speciale, perché, come ha sottolineato il professor Marco Cimmino – “Dovrebbe ogni giorno essere il giorno della memoria, e dover istituire un giorno per ricordare tali brutalità, ci fa capire solo che c’è ancora oggi qualcosa che non funziona”.

giornata della memoria quarenghi
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