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La La Land, emozioni a passo di danza per un film consacrato ad essere un classico

Il nostro critico Brian Arnoldi non ha dubbi: "La La Land è un instant cult del cinema moderno, un film che vedremo presto tra i migliori di sempre per i grandi critici mondiali e, qualora quanto ho scritto finora non fosse bastato a convincervi, una visione non solo consigliatissima, ma anche necessaria".

Regia: Damien Chazelle
Attori:  Ryan Gosling, Emma Stone, J. K. Simmons, Finn Wittrock, Sandra Rosko
Genere: Musical, Sentimentale
Durata: 2 h 06 min
Titolo Originale: La La Land
Distribuzione Italiana: 01 Distribution

Recensione:
Mia è una giovane cameriera che sogna di fare l’attrice e Sebastian è un musicista Jazz che si guadagna da vivere suonando nei pianobar di Los Angeles, ma che vorrebbe aprire un vero e proprio locale jazz, per riportare in auge il suo genere musicale preferito.

I due giovani, squattrinati ma ambiziosi, si incontrano dapprima in un bar, dove Mia sente suonare Sebastian e ne rimane affascinata, e poi ad una festa, dove i due hanno modo di chiacchierare e di darsi nuovamente appuntamento per qualche giorno dopo. Tra la coppia nasce ben presto una storia d’amore che si confronta e scontra con le ambizioni personali e lavorativi dei due giovani innamorati.

Per quelle poche righe di sinossi che mi è concesso scrivere del film senza rovinarne troppo la trama, La La Land potrebbe sembrare un film banale, la classica Love Story dai grandi incassi e dalla bassa qualità. Eppure non è così, anzi: La La Land è il film migliore in circolazione in questo periodo, nonché uno dei migliori dell’ultimo anno.

Nonché, a dire il vero, uno dei migliori di sempre.

Chiariamo fin da subito una cosa: si sapeva che La La Land sarebbe stato un bellissimo film. Lo si sapeva dalla scorsa Mostra del cinema di Venezia, durante il quale la critica ha applaudito con calore il cast ed il regista alla premiere.
Lo si sapeva dai Golden Globe, dove la produzione dell’enfant prodige del cinema americano Damien Chazelle ha fatto incetta di statuette, e lo sapeva già dalle nomination agli Oscar, dove La La Land è stato candidato in 14 categorie: record storico condiviso con Titanic ed Eva Contro Eva.
Eppure non ci si sarebbe mai aspettato un film di così pregevole fattura, una produzione capace di ridefinire completamente gli standard del musical, genere che ormai non brilla più come un tempo, se non della settima arte tutta.

Perché, al netto della tecnica e della narrativa eccellenti, su cui ci soffermeremo in seguito, La La Land è il film che, più di tutti quelli che ho avuto la possibilità di vedere negli ultimi anni, riesce a trasmettere la magia del cinema. Perché spesso ci dimentichiamo che la settima arte è qualcosa in più della mera scienza del cinema. E questa dimenticanza, tanto da parte del pubblico quanto della Industry, ha portato a produzioni tecnicamente eccelse, ma in alcuni casi incapaci di trasmettere emozioni, se non addirittura completamente asettiche.

Ecco, La La Land è l’esatto opposto di questi film: lo spettatore non “entra” mai nel film, ed a questo il regista tiene un sacco, ma si sente completamente coinvolto nello scorrere della trama, sviluppando una strettissima empatia con i personaggi della pellicola. Se da una parte Chazelle ha fatto in modo che il pubblico si rendesse conto di trovarsi al cinema, utilizzando effetti speciali totalmente stranianti (ma anche incredibilmente belli da vedere) ed una struttura che ripesca a piene mani dalla Hollywood della Golden Age, è indubbio che le performance dei due attori principali siano così realistiche e ben realizzate da permettere un’immersione completa nel film.

A ciò si aggiunge poi un comparto tecnico d’eccellenza, perché tutto, dalla fotografia al suond recording, agli effetti speciali, ai movimenti di macchina, è incredibile. La regia è pulita e sobria, anche se ogni tanto, specie nel primo atto, si lascia andare a qualche arzigogolo tecnicistico di troppo, la fotografia è magistrale ed esce da quel semplice ruolo di “accompagnamento” alla regia, risultando un’opera creativa e degna di spessore, specie nella gestione delle luci e dei colori. Anche la gestione del sonoro è praticamente perfetta, mentre la colonna sonora originale ci catapulta indietro di mezzo secolo e ci fa rivivere i bei tempi andati. Grazie anche, a dire il vero, al nostalgico “A Cinemascope Production” che appare a inizio film.

Inoltre, completando l’analisi tecnica del film, la narrativa è semplicemente superba: la storia si regge in piedi da sola, e si dipana con un ritmo assolutamente regolare e privo di cadute. Ma non è solo questo il bello della trama: la finezza della sceneggiatura è tale da elidere qualsiasi momento non necessario al film, rendendo la storia ineccepibile dal punto di vista narratologico, priva di arzigogoli inutili e perfettamente aderente al resto del film.

Però, come ho già sottolineato qualche riga sopra, il voto che ho deciso di assegnare a La La Land va oltre la mera somma delle parti del film, perché il film Damien Chazelle rappresenta la consacrazione di Emma Stone e Ryan Gosling come attori capaci di rappresentare un’intera generazione, ma anche il ritorno in pompa magna della commedia musicale, che qualcuno dava ormai per morta e sepolta e che ora un gruppo di giovanissimi dello star-system ha riportato ai grandi fasti di un tempo, con un film denso di citazioni e pregno di magia e di amore per il cinema che fu.

Un instant cult del cinema moderno, un film che vedremo presto tra i migliori di sempre per i grandi critici mondiali e, qualora quanto ho scritto finora non fosse bastato a convincervi, una visione non solo consigliatissima, ma anche necessaria.
VALUTAZIONE: ★★★★★

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