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Per un’Italia che cambia: quando il Gattopardo incontra l’eterno ritorno

Marco Cangelli, classe 1997, studente presso la facoltà di storia all'Università degli Studi di Milano, ci racconta a modo suo il giorno della verità per la nuova legge istituzionale: simbolo dell'Italia che cambia.

Marco Cangelli, classe 1997, studente presso la facoltà di storia all’Università degli Studi di Milano, ci racconta a modo suo il giorno della verità per la nuova legge istituzionale: simbolo dell’Italia che cambia.

In politica tutto è possibile, se poi si parla del caso italiano, non basta il tutto, si va oltre il possibile.

Diviene così possibile anche l’incontro fra due concetti in apparenza distanti quali “l’eterno ritorno” di Friedrich Nietzsche ed il “gattopardismo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’uno riguardante la concezione ciclica del tempo, l’altro il comportamento umano di fronte al cambiamento. L’impensabile incontro va in scena nel maggio del 2015 in Italia, dove il feeling fra politica e cambiamento è sempre parso teso, con protagonista un nuovo principe Salina : il governo in carica.

La soluzione per dar una scossa al paese potrebbe esser una delle migliori, una riforma costituzionale che sappia esser al passo con i tempi, ma nella realtà resta tutto uguale come prima, o quasi : province abolite che si trasformano in aree vaste con simili mansioni ed uguale territorio di intervento, un CNEL che a furor di popolo deve scomparire e che, a detta del presidente del Comitato Delio Napoleoni avrebbe cambiato nome, ma sarebbe continuato ad esistere. Un Gattopardo moderno si è risvegliato dal suo torpore come aveva fatto durante il Risorgimento, ed ancora una volta l’ha vinta.

A completare il tutto l’eterno ritorno della volontà negazionista degli italiani di fronte al mutamento, ed eccoli bocciare pienamente la proposta, con un secco 60 % al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Nel rispetto di questa legge universale, l’eterno ritorno si ripresenta questa volta nella sede della Corte Costituzionale il 25 gennaio 2017, nel giorno della verità per la nuova legge elettorale, simbolo dell’Italia che cambia. I giudici bocciano ballottaggio, capilista bloccati, pluricandidature in diversi collegi elettorali (verrà estratto a sorte il collegio in cui verrà eletto il candidato), mentre salvano il premio di maggioranza per le liste che raggiungeranno il 40 %, candidati scelti dagli elettori ed alternanza di genere.

Nella pratica l’Italicum è smantellato e si passa da un sistema elettorale maggioritario ad un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Ciò fa tornare alla mente la celebre “legge truffa” che tanto ricorda quella uscita dalla Consulta, ed è subito 1953, ed è subito Alcide De Gasperi.

I giudici hanno saputo invocare ancora una volta l’arrivo dell’eterno ritorno, in grado di far comparire ciò che era stato abrogato da anni. Non bastasse puntualmente giunge pure il Gattopardo, incarnatosi nella figura di alcuni politici che, pur di sistemare la nuova problematica situazione, pensano di riproporre una legge elettorale superata : il Mattarellum. Nulla di nuovo, tutto di vecchio.

Non sappiamo quando e se si andrà a votare, però una cosa è certa : in futuro le proposte ritorneranno ciclicamente uguali dal passato e nessuno farà nulla perché si possa cambiare, perché il Gattopardo continuerà a dominare.

Nemmeno le menti ingegnose di Nietzsche e Tomasi di Lampedusa riuscirono a far incontrare i due concetti, ma si sa, in politica tutto è possibile.

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