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Marco Zanni: “Ho lasciato Grillo per la svolta moderata, decisa senza consultare alcuno”

Pubblichiamo uno stralcio della lunga intervista che Piero Bonicelli ha fatto per Araberara in uscita venerdì 27 gennaio a Marco Zanni, l'europarlamentare di Lovere dei 5 Stelle che ha lasciato il gruppo e aderito all'ENF.

Esci dal Gruppo, esci dal Movimento 5 Stelle. E vai con la Lega Nord?

No, non sono andato con la Lega Nord, ho aderito come indipendente all’ENF in cui ci sono diversi movimenti di diverse nazioni.

Dove c’è Marine Le Pen, dove c’è la Lega di Salvini, insomma la destra estrema.

Vado in un Gruppo euroscettico, l’unico rimasto tale, è un gruppo di 40 deputati che rappresenta 9 delegazioni. Destra? Senti, non ho mai creduto, anche per la mia età, nella distinzione tra destra e sinistra, cose del passato che non ho vissuto, credo in quello che dico e non amo i voltafaccia. Sia chiaro, non sono io che ho tradito gli elettori, ma i vertici di un Movimento, i 5 Stelle, nato euroscettico e adesso ondivago, nato ‘piatto’ e adesso verticistico.

E’ uno stralcio della lunga intervista che Piero Bonicelli ha fatto per Araberara in uscita venerdì 27 gennaio a Marco Zanni. “E’ uscito dal firmamento dei 5 Stelle. Sbattendo la porta. Accusando il Movimento di aver tradito gli elettori. E’ un europarlamentare, mica uno che passa per caso dalla via lattea grillesca. Marco Zanni passa il weekend in famiglia, nella sua casa di Lovere, poco sopra il santuario delle due Sante. Ha 30 anni, un giovane lanciato nel cielo politico europeo da una votazione (allora sorprendente) nel web”. Così il direttore Bonicelli presenta l’europarlamentare.

Poi gli chiede dell’abbandono del gruppo.

Arriviamo alle vicende che hanno portato al tuo abbandono del Movimento.

Semplicemente c’è stata, a nostra insaputa, e lo dico per tutti gli europarlamentari tranne Borrelli, una tacita svolta moderata, sia a Roma che in Europa. La genesi deriva dai sondaggi che davano, con il sistema elettorale dell’Italicum, favorito alle future elezioni italiane, proprio il Movimento 5 Stelle. Evidentemente i vertici, in maniera autoritaria, si sono voluti accreditare come partito di governo credibile nel contesto internazionale. Fatto sta che a nostra insaputa la struttura piatta si è trasformata in struttura verticistica sempre più accentuata, un controllo serrato su chi doveva fare dichiarazioni, su chi doveva andare in Tv e chi no, chi era autorizzato a parlare, privilegiando chi faceva semplicemente da altoparlante di opinioni preconfezionate, tutto in mano alla Casaleggio Associati Srl. Insomma sono state abbandonate le battaglie sull’euro, siamo usciti dall’euroscetticismo e il tutto è culminato con la dichiarazione di Luigi Di Maio agli ambasciatori in cui ha detto che ‘sull’euro siamo stati troppo duri’. Era un’inversione a U senza consultare nessuno.

Il resto… su Araberara. In edicola.

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