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La cooperativa Aretè compie trent’anni: “Un traguardo da dividere con i carcerati”

La Cooperativa Aretè di Torre Boldone domenica 29 gennaio compie trent’anni di attività, trent’anni di agricoltura biologica e sociale passati in stretto rapporto con il territorio di cui fa parte e che la circonda.

Arete

Fondata da Oliviero Arzuffi, insegnante della Casa Circondariale di Bergamo e uno dei fondatori del Comitato Carcere e Territorio, assieme ad altri 8 soci, il progetto Aretè ha sempre avuto come unico fine la rieducazione e l’inserimento in ambito lavorativo di persone “disagiate”, in particolar modo dei detenuti della Casa Circondariale di Bergamo che potevano utilizzare le “misure alternative” di sconto della pena: lavoro esterno, semilibertà e affidamento in prova.

Contemporaneamente all’impegno verso i carcerati, si sono realizzati progetti terapeutici per il reinserimento sociale e lavorativo di persone per conto ed in collaborazione con enti locali ed istituzioni sanitarie della provincia di Bergamo.

“La Cooperativa nasce trent’anni fa per dare la possibilità ai carcerati di avere un’alternativa allo sconto della pena in carcere – dice Marco Maccaroni, responsabile dell’area sociale di Aretè – negli anni siamo andati ad affrontare altre questioni di emarginazione sociale, prima fra tutte quella di ambito psichiatrico”.

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Aretè ha scelto fin dall’inizio di puntare sulla produzione e la vendita di ortaggi biologici e su un forte impegno sociale: “Questo doppio binario è stato ciò su cui la cooperativa a portato avanti i suoi progetti. Oggi, a trent’anni di distanza, ci stiamo trovando sempre di più ad affrontare le tematiche di emarginazione dovute a problematiche economiche, i 10 anni di crisi che hanno colpito anche il nostro territorio si fanno sentire. Utilizziamo il lavoro come strumento di integrazione e re-integrazione nella società”.

“Fra gli obiettivi della comunità c’è anche il progetto di sostenibilità economica del gruppo” – continua Marco – “In questo momento stiamo lavorando sulla nascita di un nuovo settore della cooperativa: il vivaio, per la vendita diretta di piantine agli agricoltori locali. Rimangono saldi i settori di produzione, il negozio di vendita al dettagli di prodotti biologici e il magazzino, importante polo di smercio dell’ortofrutta, che negli ultimi anni sta diventando una realtà centrale sul mercato”.

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Il punto di forza di Aretè, però, è la campagna che la circonda: “Quattro ettari e mezzo su cui vengono coltivate verdure di stagione,che vengono poi vendute sia nel nostro negozio, sia nel territorio. Andiamo a festeggiare i nostri primi trent’anni in un contesto lavorativo difficile, ma in cui le possibilità sono ampie: sempre più gente sta attenta a quello che mangia, a quelli che sono i metodi di produzione, ai diritti dei lavoratori ed al rispetto della terra, che sono tematiche importanti per noi. La sfida diventa sempre più difficile, perchè la concorrenza si è ampliata, ma al tempo stesso il progredire della cooperativa ci permette di continuare a fare il nostro lavoro”.

Marco conclude anticipando un’iniziativa che prenderà vita quest’estate:”Stiamo organizzando una giornata di festa in cooperativa, con musica e cibo , che avverrà tra Giugno e Luglio di quest’estate.

Sarà una giornata in cui ci apriremo completamente al pubblico ed ai clienti, che potranno vedere da vicino il nostro impegno e la nostra passione”.

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