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Foppolo, la Procura studia i conti in rosso di Brembo Ski fotogallery

In mezzo alla montagna di atti e delibere sequestrati, ora gli inquirenti passano al setaccio i bilanci della società che gestisce gli impianti di risalita di Foppolo, Carona e Valleve

In mezzo alla montagna di atti e delibere sequestrati, ora la Procura di Bergamo scava anche nei conti in rosso di Brembo Super Ski, la società che gestisce gli impianti di risalita dei Comuni di Foppolo (75% delle quote), Carona (15%) e Valleve (10%).

Evidentemente, chi indaga crede che anche nel passato finanziario della società possano trovarsi informazioni utili a ricostruire quelli che attualmente sono i due filoni dell’inchiesta. Primo: quello dell’incendio doloso che nella notte tra il 7 e l’8 luglio ha devastato le seggiovie Quarta Baita e Montebello a Foppolo; secondo: quello della presunta turbativa d’asta attorno al bando di gara indetto dal Comune per l’installazione della tanto agognata cabinovia, vinto dalla società bresciana Graffer Srl, unica a presentarsi.

Il sospetto degli inquirenti è che il bando sia stato tagliato su misura per fare vincere la società di Lonato del Garda, e che le fiamme abbiano conferito alla gara una condizione di urgenza, sbloccando al tempo stesso la cascata milionaria dei finanziamenti: quei 5 milioni e 187mila euro (iva esclusa) così ripartiti: 2 milioni e mezzo derivanti dal prestito a tasso agevolato di Finlombarda, altri due da privati, 750mila euro a fondo perduto dal Bim e 600 mila dalla convenzione regionale stipulata nel 2012.

Dovrebbero essere analizzati i bilanci della società e il fascicolo di concordato preventivo depositato al tribunale di Bergamo da Brembo Ski per cercare di risanare i conti: in rosso di circa 14 milioni di euro stando al bilancio 2015. Settimana prossima, invece, dovrebbe essere presentato quello relativo all’anno 2016.

Si cercheranno di comprendere le ragioni che hanno portato all’accumulo di un passivo così pesante, da suddividere tra banche e finanziatori vari (oltre 5 milioni di debiti), fornitori (3 milioni e mezzo) e non meglio specificati “altri debiti” (più o meno 4 milioni). Particolare attenzione potrebbe essere riservata alla verifica delle posizioni debitorie e creditorie dei soggetti e delle società implicate nella vicenda.

Per quel che riguarda gli indagati, al momento risultano essere quattro: sono il sindaco di Foppolo Giuseppe Berera, l’azionista di maggioranza della Graffer Sergio Lima, la funzionaria comunale Luisa Carla Piredda e l’avvocato bresciano Antonio Ditto.

Proprio la casa del sindaco Berera è stata perquisita da carabinieri e guardia di finanza nella mattinata di martedì 24 gennaio. Al primo cittadino (48 anni, in carica dal 2004) sono stati sequestrati telefono cellulare e agenda. “Stiamo facendo il punto della situazione, chiariremo tutto”, ha detto l’avvocato difensore Enrico Pelillo.

Sono state controllate anche l’abitazione di Santo Cattaneo, sindaco Valleve nonché presidente di Brembo Ski,  e gli uffici di San Pellegrino del presidente della Comunità montana Val Brembana Alberto Mazzoleni,  commercialista che in passato è stato revisore dei conti della società.

Sull’altro fronte dell’inchiesta, quello bresciano, il blitz dei militari ha invece interessato l’abitazione di Sirmione dell’imprenditore Sergio Lima, 57 anni, proprietario della Graffer. Il primo nome a finire nel mirino degli inquirenti, visti anche i precedenti incendi che hanno interessato alcune delle ditte a lui riconducibili: quello del 19 dicembre 2012 al capannone di Gussago della Snowstar (azienda in liquidazione che sulle nevi di Foppolo aveva già svolto diversi lavori) e quello del 4 giugno 2014 alla Olli Scalve di Pezzaze, in alta Val Trompia.

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