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Cicolari, Belotti e Talani ritraggono i valori fondanti della vita quotidiana

Mentre fotografia, videoarte, newmedia del panorama locale si concentrano sullo straniamento e la crisi dell'individuo e del suo intorno ambientale, la pittura s'intona di preferenza su orizzonti familiari e sui valori fondanti della vita quotidiana.

Mentre fotografia, videoarte, newmedia del panorama locale si concentrano sullo straniamento e la crisi dell’individuo e del suo intorno ambientale (corpi che precipitano in Viamoronisedici, identità che si lacerano alla Traffic Gallery, creature alla “fine del mondo” a Palazzo del Municipio a Seriate), la pittura s’intona di preferenza su orizzonti familiari e sui valori fondanti della vita quotidiana.

Lo dimostrano le esposizioni di pittori viventi attualmente allestite a Bergamo e provincia, rappresentative di modi assai differenti di intendere oggi la bidimensione, ma sostanzialmente coerenti nell’idea di “visione”.

mostre di pittura

Le opere di Gian Franco Cicolari, in mostra fino al 5 febbraio al Centro San Bartolomeo, raccontano Venezia, paesaggi toscani, scorci di Bergamo alta, nudi femminili su tela e su tavola con fluidità cromatica e sapienza formale. Con una predilezione per la natura morta e il gioco del “quadro nel quadro”, laddove strumenti musicali, lanterne, ciotole, libri, si accompagnano a piccoli quadri con gondole o profili collinari che sembrano finestre aperte nella tela su orizzonti a trompe l’oeil. Formatosi alla Fantoni negli anni Sessanta, Cicolari ha affinato il suo linguaggio nel tempo, filtrando con sensibile gusto pittorico la memoria delle cose, in atmosfere dalla luce calda, dal sapore intimo ed evocativo. La rassegna propone una quarantina di opere dagli anni Ottanta ad oggi, di piccolo, medio e grande formato.

mostre di pittura

All’Associazione artigiani di via Torretta12 è allestita ancora per qualche giorno la mostra di Luciano Belotti, pittore noto a Bergamo per il personale stile puntinista, che fissa i dati della percezione visiva seguendo quasi scientificamente la rivoluzione cromatica dei pittori impressionisti. Belotti infatti, che festeggia con questa esposizione gli 80 anni, ha studiato con passione la tavolozza di Chevreul, il chimico francese che influenzò le mode pittoriche di fine Ottocento con la ruota dei colori primari e secondari. Le sue tele, che nascono rigorosamente “en plein air”, compongono ad acrilico e a olio una partitura di timbri-luci-ombre che ricorda i maestri del neoimpressionismo. Una tecnica molto laboriosa, basata sull’uso del colore puro, con la quale l’autore da oltre cinquant’anni realizza vallate bergamasche, scenari marini, scorci agresti, vedute toscane.

mostre di pittura

Una moderna figurazione, con niente di naturalistico e piuttosto un tocco di onirico, è invece quella di Giampaolo Talani, in mostra all’Atelier Franca Pezzoli di Clusone. Artista eclettico, di origine toscana, Talani si è affermato in Italia e all’estero con recenti committenze importanti, come l’affresco “Partenze” che campeggia a Firenze nella stazione di Santa Maria Novella, il bronzo “Rosa dei Venti” collocato alla stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia, il busto di Giuseppe Garibaldi eseguito per il Quirinale, la scultura del viaggiatore installata a Berlino davanti alla stazione centrale Hauptbahnhof. In mostra figure di donne, di uomini, silhouette battute dalle correnti su orizzonti di mare, colte nell’attimo del viaggio o dell’incontro, della partenza o dell’attesa.

Esperto conoscitore di tecniche antiche, dalla pittura su muro, alle varianti dell’olio, alla grafica, alle sculture in bronzo, l’artista propone a Clusone una rassegna di micro-storie contemporanee fatte di emozioni universali e di scenografie tra il realistico e il fantastico. L’allestimento è attraversato, alle pareti, da un filo rosso che esprime “una pittura di sentimenti”, e per l’occasione della mostra è stata presentata al pubblico la scatola “dolcetti con arte” creata in esclusiva dalla galleria con la collaborazione dell’autore.

Un autore singolare, Talani, dalla cifra assolutamente riconoscibile, che nel segno ha qualcosa di infantile e di struggente, che sa di vento e sa di mare. La Toscana da cui proviene, sottolinea la critica Sandra Nava, “tra i litorali amatissimi e gli studi fiorentini gli consegna intatto un patrimonio storico che fortunatamente sa ancora tramandare lezioni e tecniche d’arte a tutt’oggi affrontate da pochi”.

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