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Problemi col trasporto pubblico: “Ora noi studenti andiamo a scuola col car pooling” foto video

All'inizio dell'anno scolastico era montata la protesta per il sovraffollamento dei mezzi che aveva causato anche un paio di infortuni tra gli studenti che tentavano di salire sul bus: ora la situazione è quasi rientrata nella normalità ma c'è chi si è organizzato diversamente.

Immaginate circa mille studenti che escono tutti da scuola alla stessa ora e si dirigono tutti alla stessa fermata del bus per prendere gli stessi autobus: era questa, all’inizio dell’anno scolastico 2016/2017, la situazione dei ragazzi che frequentano l’Ipssar di San Pellegrino Terme i quali, una volta terminate le lezioni, davano vita a una vera e propria “caccia alla corsa” che spesso si trasformava in qualcosa di simile a una lotta per la sopravvivenza.

Ipssar

Tutti di corsa da viale della Vittoria alla fermata di via Matteotti, di fronte al “Bigio”: chi ne è uscito meglio se l’è cavata solamente con qualche spintone o con un viaggio in piedi su un bus affollatissimo ma nei primi giorni del nuovo anno scolastico sono stati parecchi gli episodi di studenti feriti.

In particolare due studenti, Giulia di 17 anni (Leggi qui) e Giorgio di 14 anni (Leggi qui), avevano denunciato a Bergamonews di essere stati travolti dai coetanei alla disperata rincorsa del proprio autobus: una situazione insopportabile che da anni tiene banco a San Pellegrino (Leggi qui).

“Ora la situazione si è parzialmente risolta – spiega Anna Rotini, rappresentante d’Istituto all’Ipssar – Alcune corse ora fermano proprio di fronte all’uscita di scuola e gli studenti non concludono più le lezioni tutti alla stessa ora”.

“Oltre mille studenti che prendono lo stesso pullman alla stessa ora creano una situazione di insicurezza – aggiunge un’altra rappresentante, Monica CeresoliCi siamo incontrati con la dirigenza scolastica e abbiamo parlato del problema: è intervenuta anche Sab, si sta cercando di trovare una soluzione o comunque di migliorare la situazione che non può più essere accettata”.

Nel frattempo, però, c’è chi di trasporto pubblico non vuole più sentire parlare: c’è chi si fa accompagnare dai genitori e chi, fresco di patente, ha organizzato “servizi” di car pooling dividendo le spese con gli amici.

“I genitori avevano pensato anche a un’altra soluzione – conclude Anna – Erano disposti a pagare un bus privato per farci arrivare a scuola ma l’idea è stata stroncata sul nascere perchè rappresentava concorrenza sleale”.

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