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Sberle e pugni dal fidanzato, 23enne bergamasca con un bimbo di 3 mesi finisce in mezzo alla strada

È successo a Roncadelle in provincia di Brescia, dove un giovane di 28 anni avrebbe picchiato e lasciato in mezzo alla strada per ore la fidanzata 23enne, originaria della bergamasca, con il loro figlio di pochi mesi.

Una violenza senza pari: sberle, pugni, graffi. Poi l’avrebbe chiusa fuori di casa con un bimbo di appena tre mesi con le temperature gelide di questi giorni.

È successo a Roncadelle in provincia di Brescia, dove un giovane di 28 anni avrebbe picchiato e lasciato in mezzo alla strada per ore la fidanzata 23enne, originaria della Bergamasca, di Clusone precisamente, con il loro figlio di pochi mesi.

Una telefonata al 112 alle 16.30 di domenica 22 gennaio ha posto fine a questa violenza familiare. Sul posto sono arrivati i Carabinieri che hanno trovato la 23enne bergamasca chiusa fuori di casa mentre stringeva a sé il piccolo figlio. La donna e il bimbo sono stati portati prima in caserma e poi in ospedale. La giovane avrebbe riportato parecchie ecchimosi e qualche escoriazione per i pugni e gli schiaffi ricevuti ed è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni.

Dopo le cure la 23enne con il figlio sono stati ospitati in una struttura protetta.

Si chiude così una vicenda di violenza familiare, grazie al coraggio della giovane donna che ha avuto il coraggio di denunciare le ripetute violenze di cui era bersaglio.

Secondo le indagini dei Militari dell’Arma, il compagno della bergamasca – un 28enne bresciano – era noto in paese per l’indole violenta. Domenica scorsa l’ennesimo litigio. Per sfuggire ad altre botte, la 23enne avrebbe preso il piccolo e lasciato l’appartamento, senza avere il tempo di portare con sé nulla. Poco dopo avrebbe provato a rientrare in casa, avrebbe suonato più volte il campanello e bussato con insistenza alla porta, ma il compagno non ne le avrebbe più aperto. Da qui la richiesta d’aiuto ai carabinieri e la fine di una storia scandita da botte e soprusi.

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