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Polemica con la Regione: “Va bene semplificare, ma così si snatura il Parco dei Colli”

La Legge regionale 28 del novembre scorso cerca di rimettere ordine al sistema delle aree protette della Lombardia. Il presidente del Parco dei Colli, Oscar Locatelli, spiega perché è necessario che la giunta regionale ponga delle modifiche per salvare la natura di alcuni enti.

Si fa presto a dire semplificazione, ma spesso dietro questo termine tanto in voga si nasconde una spugna che cancella – o modifica radicalmente – l’essenza di alcuni enti. Come il Parco dei Colli.
Ed è su questo tema che Oscar Locatelli, presidente del Parco dei Colli chiede alla Giunta del Pirellone di intervenire.

Oscar Locatelli

“Con la nuova Legge 28 del 17 novembre 2016 la Regione ha cercato di mettere ordine nel sistema delle Aree protette che in Lombardia conta 24 Parchi regionali, di cui 13 parchi naturali; 66 riserve naturali; 33 monumenti naturali; 101 parchi locali di interesse sovracomunale e 242 siti di “Rete Natura 2000”. La normativa ha l’obiettivo di semplificare la gestione, che oggi è affidata a 80 enti gestori, e di incentivare l’accorpamento volontario tra parchi esistenti in nove macroaree omogenee. Ma per la Bergamasca molto omogenee non sono”.

Perché?
“La nostra macro area di riferimento chiede di aggregarci con altri parchi come l’Adda Nord, l’Adda Sud e il Parco del Serio”.

E il parco delle Orobie?
“Dovrebbe aggregarsi, secondo le disposizioni della Regione, al parco delle Orobie Valtellinesi. E qui sta il punto: si cerca di uniformare in senso verticale parchi, quando per natura e punti in comune l’aggregazione andrebbe fatta in senso orizzontale, con enti che ci sono affini”.

Ci sono affinità tra il Parco dell’Adda Nord, l’Adda Sud e il Serio?
“Sono parchi che sono nati con altre finalità e un altro spirito rispetto al Parco dei Colli. Il nostro è un parco che va da Piazza Vecchia al Canto Alto, coinvolge la Provincia di Bergamo, Almè, Bergamo, Mozzo, Paladina, Ponteranica, Ranica, Sorisole, Torre Boldone, Valbrembo, Villa d’Almè. Proprio quest’anno il Parco dei Colli compie quarant’anni e qui si deve ringraziare quanti hanno avuto la lungimiranza nel 1977 di arrestare l’avanzata selvaggi dell’urbanizzazione. Tra questi si deve ricordare Salvo Parigi , Franco Cortesi, Lelio Pagani, solo per citarne alcuni. Godiamo anche del beneficio della Giunta Simonini che amministrò il Comune di Bergamo che scelse, in un piano regolatore degli Anni Sessanta, di non far costruire attorno alle Mura e che ha salvato il profilo di Città Alta. È a uomini come loro, che si assunsero responsabilità importanti nelle scelte politiche, se oggi possiamo ammirare Bergamo e i suoi colli e salvarono ambiti meravigliosi. È questa la particolarità del Parco dei Colli”.

In cosa consiste questa particolarità? Qual è la cifra del Parco dei Colli?
“Non tutti sanno che l’80% del territorio del Parco dei Colli è stato plasmato dalla mano dell’uomo. Non ci sono solamente le abitazioni, ma le vigne, i torni, le balze, le strade, i roccoli…. Una particolarità che ci contraddistingue da tutti gli altri parchi e che va preservata”.

Che cosa chiedete allora alla Regione Lombardia?
“In sede di progetto di Legge abbiamo avanzato delle proposte, abbiamo chiesto più volte la suddivisione a una visione orizzontale del territorio, più che verticale. Ora ci troviamo a dover cercare accordi, recependo le direttive della Legge Regionale, ma ribadiamo quanto a noi premono alcuni punti ai quali non possiamo venir meno. Come il concetto di ambiente, di opportunità, di attività anche economicamente sostenibili, di difesa del territorio. E proprio la difesa del territorio è uno dei criteri guida sul quale abbiamo puntato molto e che ci permette oggi di poter ammirare le colline di Bergamo con un loro ordine, privi della violenza di abusi edilizi”.

La parola semplificazione caratterizza una stagione iniziata negli anni della crisi anche per ridurre o sopprimere enti inutili. Il Parco dei Colli è uno di questi?
“Il Parco dei Colli conta otto dipendenti, di questi due sono guardie, gli altri tecnici amministrativi, due tecnici per urbanistica e tutela ambientale. Ha un milione si spese correnti, di cui circa 400 per spese di personale, il resto è destinato ad interventi di manutenzione. I fondi vengono elargiti in misura proporzionale dai Comuni e dagli enti che compongono il parco e ai quali rendiamo conto. In materia di trasparenza credo che già da tempo il Parco assolva i suoi compiti. Visti i traguardi raggiunti, la tutela del territorio e la salvaguardia dell’ambiente, credo non si possa parlare di ente inutile. Anzi. Ribadisco il senso di gratitudine verso coloro che promossero il Parco e alla Regione Lombardia che ne colse la mission. E al di là delle appartenenze partitiche, la buona politica che ha sostenuto il Parco dei Colli ha dato buoni risultati, basti pensare quando l’assessore regionale Marzio Tremaglia individuò i fondi per l’acquisto dell’ex monastero di Val Marina che poi divenne la nostra sede”.

Quale appello fa alla Regione Lombardia dopo questa Legge?
“Se non troveremo accordo con altri parchi, estendo l’invito ai 19 Plis (Parco locale di interesse sovracomunale) della provincia bergamasca, come il Plis del Brembo, di Albano, Stezzano e Zanica di aggregarsi al Parco dei Colli per ottemperare alle linee guida della Regione Lombardia. Se l’unione fa la forza che questa aggregazione possa ideare proposte sensate e realizzabili a tutela dell’ambiente che ci circonda”.

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