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“Paga noi tre e non avrai problemi”: tentata estorsione in un bar del centro

Prima di finire in manette, di fronte agli agenti, avrebbero anche aggiunto: "Tanto la denuncia questi la ritirano, altrimenti ci pensiamo noi"

“Se ci paghi non avrai problemi”, con questa frase tre uomini avrebbero cercato di estorcere denaro ai gestori di un bar del centro di Bergamo, il “Blue lounge bar (ex “Terminus”) di via Foro Boario, di fronte alla stazione degli autobus.

I tre, albanesi, un 22enne residente a  Grassobbio, un 29enne residente a Pedrengo e un 35enne residente a Paderno Dugnano (in provincia di Milano), tutti con un impiego come operai, sono finiti a processo per direttissima nella mattinata di lunedì 23 gennaio.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti dell’ufficio generale prevenzione e soccorso pubblico della questura di Bergamo, nella serata di domenica 22 gennaio i tre sarebbero arrivati entrati nel locale intorno alle 21. Si sarebbero rivolti ai due gestori, pakistani, con tono minaccioso, con una richiesta già avanzata in altre occasioni: “Se ci paghi non avrai problemi”.

I proprietari si sarebbero però rifiutati per l’ennesima volta e i tre prima li avrebbero picchiati, poi avrebbero messo a soqquadro il bar. Seppur ferito, uno dei gestori è riuscito a chiamare il 112: sul posto sono intervenute due pattuglie della polizia.

I tre erano già fuggiti a tutta velocità bordo di un’auto, tra l’altro urtandone e danneggiandone un’altra, ma sono stati intercettati e arrestati per tentata estorsione aggravata, lesioni aggravate e danneggiamenti. Prima di finire in manette, di fronte agli agenti, avrebbero anche aggiunto: “Tanto la denuncia questi la ritirano, altrimenti ci pensiamo noi”.

Difesi dall’avvocato Alessandro Turconi, di fronte al giudice Alessandra Cavegatti hanno confermato solo di essersi recati al bar, ma di essere poi stati coinvolti in una rissa scoppiata tra alcuni clienti stranieri.

L’arresto è stato convalidato con la reclusione in carcere. Il processo è stato aggiornato al prossimo 3 febbraio di fronte al collegio composto da tre giudici, come previsto per il reato di estorsione aggravata.

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