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“Nel carcere di Bergamo celle al collasso e 70 poliziotti in meno”

I sindacati denunciano il sovraffollamento delle celle e la carenza d'organico tra le forze di Polizia Penitenziaria

Nel carcere di Bergamo ci sono 515 detenuti su 320 posti a disposizione. “Paradossalmente – dice Francesco Trovè, segretario generale di FNS CISL provinciale -, si tratta di una situazione migliore rispetto che al passato, ma che comunque comporta evidenti condizioni di criticità”.

Secondo gli ultimi dati del Dipartimento amministrazione penitenziaria, i detenuti in Lombardia nel 2016 erano 8.077 a fronte di 6.125 posti disponibili. Il tasso di sovraffollamento, dunque, in regione si aggira attorno al 30%, (la metà che a Bergamo, che arriva al 61%) rispetto a circa il 5% della media nazionale. Numeri che testimoniano una vera e propria emergenza in atto e mettono la Lombardia al primo posto tra le regioni italiane per popolazione carceraria.

Per ciò che riguarda la situazione dell’istituto orobico, sui 515 detenuti, una quarantina sono donne; oltre la meta è straniera, mentre i detenuti in attesa di giudizio sono più del 30%.

A garantire il mantenimento della sicurezza del carcere di Bergamo è chiamata la Polizia Penitenziaria, uomini e donne che svolgono il proprio servizio in condizioni di affanno e talvolta di estrema difficoltà per via della cronica carenza dell’organico che interessa anche la struttura del Gleno. A renderlo noto è la FNS CISL di Bergamo la quale denuncia un costante ed inesorabile impoverimento delle risorse umane a causa di svariate ragioni (trasferimenti, pensionamenti, ecc…) determinando una carenza dell’organico del reparto di Polizia Penitenziaria di Bergamo di oltre 70 unità.

“Si tratta di un dato già di per sé preoccupante ma che diviene ancor più grave se solo si considera l’incremento di attività cui la Polizia Penitenziaria è oggi chiamata a svolgere rispetto al passato – spiega Trovè. Infatti a fronte delle ordinarie attività facenti capo al Corpo di Polizia Penitenziaria, quali quelle di assicurare l’esecuzione delle misure privative della libertà personale; garantire l’ordine all’interno degli istituti di prevenzione e tutelarne la sicurezza; partecipare, anche nell’ambito di gruppi di lavoro, alle attività di osservazione e trattamento rieducativo dei detenuti; espletare il servizio di traduzione per i detenuti; espletare il servizio di piantonamento dei detenuti in luoghi esterni di cura; concorrere all’espletamento dei servizi di ordine, sicurezza pubblica e pubblico soccorso, con il passare degli anni si sono aggiunte diverse e più varie attività cui occorre comunque far fronte quali ad esempio: l’estensione delle giornate di colloqui a tutta la settimana con possibilità di accesso anche nel pomeriggio e ad un festivo al mese, implementazione ed aggiornamento della Banca Dati del DNA, monitoraggi vari, ecc.

Si tratta di attività che richiedono l’impiego di personale qualificato, mezzi e strumentazioni adeguati, pertanto, – insiste il segretario della FNS CISL -, oltre ad un urgente incremento dell’organico del personale di Polizia Penitenziaria che, al pari di quanto avviene nel resto delle Forze dell’Ordine, è in costante riduzione, occorrerebbe anche un potenziamento dei sistemi e delle strumentazioni in dotazione. Ci si riferisce in particolare agli impianti di video sorveglianza e di automatizzazione dei varchi d’accesso, di illuminazione delle aree interne ed esterne del carcere, che, seppur presenti in modo significativo nell’Istituto di Bergamo, richiedono un servizio costante di manutenzione ed aggiornamento.

La dotazione dei mezzi in uso al Corpo di Polizia Penitenziaria, infine, è a dir poco vetusta, con migliaia di kilometri alle spalle, veicoli il più delle volte, privi dei più basilari congegni di sicurezza (abs, esp, ecc.) oltre che di confort (aria condizionata, sedili ergonomici) per i trasportati”.

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