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Gara di matematica femminile: terzo posto per il Liceo Mascheroni di Bergamo

Buon piazzamento per le studentesse Isabel Yong, Alessia Feliciani, Alice Cortinovis, Cristina Regazzoni, Gaia Sperandio, Alessia Stefanelli e Giulia Abbratozzato: la gara è stata promossa dall'Università Cattolica.

Prima edizione nazionale della gara di matematica femminile a squadre, promossa dall’Università Cattolica, e terzo posto per il “Liceo Mascheroni” di Bergamo, con le studentesse Isabel Yong, Alessia Feliciani, Alice Cortinovis, Cristina Regazzoni, Gaia Sperandio, Alessia Stefanelli e Giulia Abbratozzato.

A vincere, nel campo di gara bresciano sono le ragazze del liceo scientifico “Annibale Calini” di Brescia con Emma Baldassari, Chiara Metrangolo, Agata Venturi, Eleonora Chiarati, Irene Casella, Alessia Cirellia, Maddalena Bugatti accompagnate dal professor Guido Bugatti. Dietro il “Calini” di Brescia e prima del “Mascheroni” di Bergamo ancora Brescia con le studentesse Camilla Bracchi, Chiara Pettenadu, Carolina Ferrante, Elena Filippini, Chiara Leocata, Camilla Redaelli, Emma Ongarini del Liceo “Copernico”.

In via sperimentale e in collaborazione con altre università d’Italia, il dipartimento di Matematica e fisica della sede di Brescia dell’Università cattolica ha organizzato per la prima volta, la gara di matematica femminile a squadre che si è svolta in via Musei venerdì 20 gennaio.

In due ore 15 squadre, composte da 7 studentesse delle scuole superiori, hanno risposto a una ventina di quesiti con punteggi che si aggiornavano dinamicamente durante la gara. Contemporaneamente, a livello nazionale, altre 231 squadre disseminate in varie città d’Italia, hanno svolto gli stessi problemi. Le migliori classificate di ogni sede parteciperanno alla finale delle Olimpiadi di Matematica che si terranno a maggio a Cesenatico.

“La gara di matematica femminile a squadre va collocata nel tentativo di sollecitare l’interesse verso questa disciplina –ha affermato Maurizio Paolini, direttore del Dipartimento di matematica e fisica della Cattolica nel promuovere l’iniziativa– anche perché pare che gli scarsi risultati che le ragazze ottengono nei test Pisa siano correlati con alcune misure soggettive come il credere di non saper risolvere i problemi di matematica (self-efficacy), l’autostima nelle proprie capacità matematiche (self-concept) e anche con quanta ansia e stress si affronta la materia”.

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