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“Collateral Beauty”: parata di stelle nel cast, ma la storia non brilla

Un film con molta carne al fuoco: troppa, se consideriamo che tutto l’arco narrativo si dipana in soli 90 minuti e poco più. Alcuni personaggi non sono affatto approfonditi, e certe evoluzioni della trama non convincono

Regia: David Frankel

Attori: Will Smith, Edward Norton, Kate Winslet, Michael Peña, Helen Mirren, Naomie Harris, Keira Knightley

Genere: Drammatico

Durata: 1h 34min

Titolo Originale: Collateral Beauty

Distribuzione Italiana: Warner Bros. Italia

Giudizio: ★★

Qui i film in programmazione nelle sale di Bergamo e provincia

Howard (Will Smith) è il manager di un’azienda pubblicitaria che, dopo la morte della figlia, non riesce più a “rimettersi in piedi”: passa le sue giornate in silenzio, a costruire complessi edifici formati da tessere da Domino, e non riesce più a prendersi cura di sé stesso, dei suoi rapporti con gli altri e della sua azienda. I suoi soci, nonché amici di una vita, Whit (Edward Norton), Claire (Kate Winslet) e Simon (Michael Pena), si preoccupano per le sorti della compagnia, che senza le capacità di marketing di Howard sta affondando, e decidono di venderla per evitare di trovarsi sul lastrico. Per far approvare la vendita dell’azienda serve però il consenso del socio fondatore, ovvero Howard, che non ne vuole sapere e desidera essere lasciato in pace per via del suo lutto, avvenuto due anni prima: Whit, Claire e Simon decidono quindi di dimostrare, con un ingegnoso piano, che il loro socio in affari sia incapace di intendere e di volere, facendolo decadere dalle sue funzioni di Amministratore Delegato.

Se dalla sinossi Collateral Beauty sembra un interessante dramma finanziario, in realtà il film è qualcosa di completamente diverso, e si avvicina di più ad un moderno e molto (molto) complicato Canto di Natale, in quanto il buon Howard viene visitato dagli spiriti di Amore, Morte e Tempo, interpretati da tre attori diversi (Keira Knightley, Helen Mirren e Manuel Meli). Ogni spirito è poi fortemente associato alle problematiche personali dei tre amici/soci di Howard, ed Howard stesso ha una grossa controversia da risolvere con una donna che incontra ad una riunione di un gruppo di auto-aiuto per genitori di bambini morti prematuramente.

Insomma, Collateral Beauty è un film con molta carne al fuoco: troppa, se consideriamo che tutto l’arco narrativo si dipana in soli 90 minuti e poco più. Alcuni personaggi non sono affatto approfonditi, e certe evoluzioni della trama sembrano posticce e messe lì dove sono troppo in fretta per risultare godibili. A ciò va poi aggiunto che il cast non sembra riuscire a reggere i personaggi che vengono interpretati: con l’eccezione di Edward Norton, che ormai è un po’ una garanzia di qualità nelle performance, tutto il cast, composto da nomi blasonati di Hollywood, sembra non riuscire ad entrare nella parte. Parliamo di una Keira Knightley-Amore più fastidiosa che altro, di una Helen Mirren-Morte che sembra un’arzilla signora solare e raggiante piuttosto che l’incarnazione terrena del tristo mietitore, e di una Kate Winslet che a stento riesce ad assumere tre espressioni diverse nel corso di tutto il film. E poi c’è la pietra tombale che si pone prepotentemente a lapide su quello che poteva essere un film interessante: Will Smith. Will Smith è la morte del film, perché la sua interpretazione, una delle peggiori per l’attore, contribuisce a far passare Collateral Beauty da un dramma pieno di spunti di riflessione ad una sorta di commedia demenziale delle facce buffe: l’attore americano non è credibile, ma non solo, perché non riesce in alcun modo a rendere efficacemente la sua condizione di uomo travagliato dal lutto, relegando la sua presenza scenica a due lacrime nel finale e ad un sacco di espressioni innaturali che perseguitano lo spettatore durante tutto il film. Un peccato: il potenziale c’era, ma lo si è sfruttato poco e male.

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