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Il ministro: lavori socialmente utili per immigrati; Gori: svolta attesa e positiva

La proposta del ministro dell'Interno Marco Minniti ricalca le sollecitazioni avanzate più volte e in più sedi dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che aveva scritto una lettera a Repubblica, una al Foglio, era stato al ministero, aveva fatto un intervento in Vaticano.

Il neo ministro dell’Interno Marco Minniti annuncia un nuovo pacchetto di interventi in materia di immigrazione che coinvolge Regioni e Comuni e che si può così sintetizzare: lavori socialmente utili in attesa di ottenere lo status di rifugiato e stage nelle aziende per diplomati e laureati.

Sembra di risentire le sollecitazioni avanzate più volte e in più sedi dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che aveva scritto una lettera a Repubblica (leggi), una al Foglio, era stato al ministero ad avanzare proposte sui richiedenti asilo, aveva fatto un intervento in tal senso in Vaticano.

Sindaco, le sue pressioni sono state condivise…

Se davvero la volontà concreta del ministero è che i richiedenti asilo siano indirizzati durante il periodo di attesa verso percorsi formativi e lavori socialmente utili e se davvero l’esito della loro attività sarà utile ai fini della richiesta di soggiorno, beh, è esattamente quello che ho chiesto più volte. Ma non solo io, sia chiaro.

Per esempio?

Per esempio la settimana scorsa la Cei ha prodotto un documento su questa linea, che mi auguro abbia pesato davvero. E anche il giornale Vita ha preso posizione più volte, qui Beppe Guerini di Confcooperative ha scritto un editoriale che spiegava come sia ora di fare determinate scelte

Si aspettava questa svolta?

Ci speravo ma non era così ovvia se pensiamo che fino a tre giorni fa si parlava di moltiplicare i Cie (Centri di identificazione ed espulsione).

E come la giudica?

Una svolta assolutamente positiva. Perché la situazione a oggi è da una parte una produzione progressiva di clandestini che non siamo in grado di rimpatriare e che vivono in una condizione di illegalità, mentre dall’altra la fase di attesa è vissuta da molti di questi ragazzi in condizione di ozio e nullafacenza decisamente negativi per loro.

Non solo per loro.

Già, molto negativa ai fini della percezione che gli italiani hanno di loro: ma come, pensano i nostri concittadini, io mi spacco la schiena e loro lì a far nulla!

E adesso?

E adesso arriva il bello. Bisogna mettere a punto tanti passaggi: quali lavori, che regole di ingaggio, quali strumenti di valutazione… E restano tante domande a cui dare risposte: una volta che ottengono il permesso di soggiorno cosa succede? Quali itinerari verso una vita normale? Quale possibile integrazione? Come possono guadagnarsi la vita?

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