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Da Mantova a Bergamo, Il sarcofago di Ankhekonsu torna a casa

È stato in prestito al Palazzo Te di Mantova. Ora tornerà in esposizione al museo in Piazza Cittadella, a partire dalla prossima primavera

Ritorna a casa dopo 8 anni di prestito al Palazzo Te di Mantova il sarcofago di Ankhekhonsu, donato nel 1885 alla città di Bergamo da Giovanni Venanzi, console d’Italia ad Alessandria d’Egitto.

La tomba, databile alla XXII dinastia (900-800 a.c.), appartiene ad un sacerdote-scriba, identificabile grazie al nome ripetuto per cinque volte sulla sua cassa: Ankhekhonsu, che significa “È vivo il Dio Khonsu”.

La collezione egizia non è al momento visitabile a causa della carenza di spazio espositivo, ma è stata mostrata al pubblico nell’ambito di due mostre, avvenute nel 1997 e nel 2002.

Per questo eccezionale ritorno, l’organizzazione si è prontamente mossa per allestire una nuova esposizione, che inizierà probabilmente nella primavera del 2017.

“Il sarcofago di Ankhekonsu è tornato a casa – ha annunciato su Facebook l’Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Nadia Ghisalberti -. Da Palazzo Te di Mantova dove era in prestito, dopo esser stato ammirato da centinaia di visitatori, ora sarà al Civico Museo Archeologico in piazza Cittadella”.

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