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Paolo Rossi è Molière ed è Paolo Rossi: il gioco delle parti al Donizetti

Paolo Rossi diventa Molière. E poi torna Paolo Rossi. In un'alternanza di ruoli che solo a teatro può riuscire e solo a chi talento e inventiva. Sarà il funambolico attore comico (ma non solo) il protagonista del prossimo appuntamento con la Stagione di Prosa 2016/17 al teatro Donizetti

Paolo Rossi diventa Molière. E poi torna Paolo Rossi. In un’alternanza di ruoli che solo a teatro può riuscire e solo a chi talento e inventiva. Sarà proprio il funambolico attore comico (ma non solo) il protagonista del prossimo appuntamento con la Stagione di Prosa 2016/2017 al teatro Donizetti di Bergamo.

Da giovedì 19 a domenica 22 gennaio (ore 20,30; domenica 22 ore 15,30), con ultime repliche martedì 28 febbraio e mercoledì 1 marzo, i riflettori saranno puntati sull’istrionico talento di Paolo Rossi e sul suo Molière: la recita di Versailles, spettacolo nel quale il vulcanico attore si alterna nelle vesti del commediografo francese e di se stesso, capocomico intento a capitanare la sua compagnia.

Sul palcoscenico Paolo Rossi sarà affiancato da un nutrito gruppo di attori: Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Bika Blasko, Riccardo Zini, Karoline Comarella, Paolo Grossi. Lo spettacolo, scritto da Paolo Rossi e Giampiero Solari su un canovaccio di Stefano Massini, si avvale della regia dello stesso Solari. Scene e costumi Elisabetta Gabbioneta; luci Gigi Saccomandi. Canzoni originali di Gianmaria Testa; musiche eseguite dal vivo da I Virtuosi del Carso. Produzione Teatro Stabile di Bolzano.

In Molière: la recita di Versailles, riscrittura dell’Improvvisazione di Versailles, testo creato da Molière nel 1663, il pubblico viene coinvolto in un serrato gioco a di rimandi e parallelismi. Il rapporto tra l’uomo Molière e le sue opere era strettissimo, proprio come accade in questa nuova commedia che vuole essere un anarchico viaggio nel tempo intessuto da folgoranti estratti da almeno tre dei capolavori del celebre commediografo francese, Il Misantropo, Il Tartufo e Il Malato immaginario, per l’occasione tradotti e adattati dal drammaturgo Stefano Massini. In scena però, questi grandi capolavori di Molière non vengono attualizzati, ma vissuti dalla compagnia di oggi attraverso riflessi e specchi temporali con quella di fine Seicento. Dice in proposito lo stesso Paolo Rossi: “Molière mi attira perché subisco il fascino di quell’epoca; da capocomico, mi sento vicino a lui, ai suoi problemi, sia nella vita sia nella gestione della quotidianità del teatro. Mi attira perché è trasgressivo e innovatore, ma con ampio sguardo verso la tradizione”.

Nell’Improvvisazione di Versailles, Molière metteva in scena se stesso con l’intento di fondare la nuova commedia di carattere e di costume. La continua ricerca di una nuova cifra stilistica che rendeva ogni spettacolo di Molière un manifesto per una recitazione più naturalistica e al passo con i tempi, ci porta direttamente ai nostri giorni, come recita un passo dello spettacolo: “Oggi recitano tutti, i commercialisti, i dottori, i politici. Quelli che recitano peggio sono gli attori, se continuano a recitare alla vecchia maniera”. Paolo Rossi e Giampiero Solari teorizzano la coesistenza sul palco dell’attore, colui che conosce il mestiere, dei personaggi che evoca e interpreta, e della persona stessa: Molière: la recita di Versailles è uno spettacolo che viene creato e ricreato ogni sera dall’estro di Paolo Rossi e dalla agguerrita compagine di attori che lo asseconda.

Costo dei biglietti da 12€ a 28€, ridotto da 10€ a 22€.

Biglietteria Teatro Donizetti: tel. 035.4160 601/602/603 da martedì a sabato ore 13-20; acquisti online su vivaticket.it

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