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Donne lavoratrici e mamme: gli aiuti statali per conciliare i due ruoli

Con questo articolo si vuole pertanto dare una indicazione delle misure confermate o introdotte a sostegno delle famiglie e ad incentivo della natalità previste nella Legge di bilancio 2017.

 

Come sappiamo, soprattutto nel nostro Paese, non è facile conciliare il ruolo di madre con quello di lavoratrice e tale situazione, unitamente ad altri fattori, ha comportato e comporta tutt’oggi un trend negativo nel tasso di natalità italiana.

L’intento del legislatore è, da qualche anno, quello di proporre alcuni aiuti alle famiglie in modo da rendere meno gravosa la conciliazione dei due ruoli.

Con questo articolo si vuole pertanto dare una indicazione delle misure confermate o introdotte a sostegno delle famiglie e ad incentivo della natalità previste nella Legge di bilancio 2017 (L. n. 232/2016, pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 21.12.2016), ricordando in ogni caso, che gli aiuti in commento vanno ad integrare un sistema di aiuti già in essere quali, ad esempio, le detrazioni d’imposta per figli a carico, maggiorate per i figli al di sotto dei tre anni di età, l’indennità di maternità sia per lavoratrici autonome che dipendenti, la detrazione d’imposta per le spese sostenute per la frequenza di asili nido e le spese di istruzione.

Premio alla nascita

Il comma 353 dell’art. 1 prevede che a decorrere dall’01.01.2017 verrà riconosciuto un “premio in denaro” per la nascita o l’adozione di un minore. L’importo previsto è pari ad € 800,00 e verrà erogato dall’Inps, previo inoltro della relativa domanda da parte della madre al compimento del 7° mese di gravidanza o all’atto dell’adozione.

Tale contributo non concorre alla formazione del reddito dei percettori. Tale è la disposizione di legge anche se si attendono i relativi provvedimenti attuativi e soprattutto le istruzioni operative di inoltro delle domande.

Voucher baby-sitting e asili nido

I commi 356 e 357 dell’art. 1 prevedono la riapertura dei due aiuti in oggetto con lo stanziamento di 40 milioni di Euro per le lavoratrici dipendenti e 10 milioni di Euro per le lavoratrici autonome o imprenditrici sia per il 2017 che per il 2018.

In particolare, in favore delle neo mamme che rinunceranno al periodo di congedo parentale (congedo facoltativo) verranno rilasciati dall’Inps dei voucher per il pagamento di babysitter o asilo nido dal valore di 600 euro mensili e dalla durata massima di 6 mesi e alternativi al congedo.

Le madri beneficiarie dovranno ritirare i voucher presso la sede Inps competente per il proprio territorio in base alla residenza o al domicilio indicato al momento della presentazione della domanda ed è importante rispettare il limite massimo per il ritiro degli stessi: per non decadere dalla possibilità di usufruire dei bonus bisognerà ritirare i voucher entro i 120 giorni successivi all’accoglimento della domanda. Infatti, qualora non si ritirassero i voucher in tempo, non si potrà utilizzare il beneficio economico per la parte di buoni non ritirati.

I voucher baby-sitting devono essere utilizzati non oltre la scadenza e previa comunicazione all’INPS della data di inizio e fine della prestazione e dei dati dell’utilizzatore.

Il bonus asilo nido, invece, consiste in voucher erogati per pagare la retta dell’istituto scelto dalla lavoratrice che ha rinunciato al congedo parentale. In tal caso la beneficiaria deve presentare adeguata certificazione attestante la frequenza del bambino dell’asilo nido individuato tra quelli ammessi al beneficio (l’elenco è messo a disposizione sul sito dell’INPS).

In attesa di maggiori indicazioni dall’Inps in merito alla riapertura, per un maggior approfondimento si può consultare la pagina dedicata del sito dell’Inps (http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=8760).

Buono per la frequenza di asili nido di bambini affetti da gravi patologie

Il comma 355 dell’art. 1 prevede per l’anno 2017 un buono di 1.000 € su base annua – e parametrato su 11 mensilità – per i nati dall’01.01.2016 per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei 3 anni, affetti da gravi malattie croniche.

Il contributo sarà corrisposto dall’Inps al genitore che ne farà richiesta, previa presentazione di idonea documentazione attestante l’iscrizione e il pagamento della retta a strutture pubbliche o private.

Tale beneficio non è cumulabile con la detrazione dall’imposta delle spese per gli asili nido ai fini Irpef e non è altresì fruibile contestualmente con il voucher per baby-sitting e asili nido.

 

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