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Freddo, stufe e camini: “Ecco le regole d’oro per inquinare meno”

L'assessore comunale all'Ambiente e la campagna per l'aria pulita: "Siamo noi a scegliere cosa respirare; se tutti rispettiamo delle semplici regole possiamo vivere meglio"

E’ stato il consueto buongiorno che Bergamonews dà ai propri amici su Facebook a provocare Leyla Ciagà. Abbiamo sottolineato quanto fosse romantico, in questi giorni di grande freddo, scaldarsi davanti a una bella stufa o a un caminetto, ma l’assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo ci ha subito contattati, approfittandone per lanciare la sua campagna per la qualità dell’aria.

Stufa a legna

“E’ importantissimo scegliere stufe e caldaie efficienti, di ultima generazione – ha spiegato Ciagà -. Altrettanto importante è seguire, poi, alcuni semplici accorgimenti che possono fare la differenza: scegliere della legna secca, stagionata e pulita, meglio ancora se conservata in un ambiente areato. Anche il pellet deve essere di ottima qualità per far sì che l’impatto ambientale sia il più basso possibile”.

La campagna #bergamorespira vuole sensibilizzare tutti i cittadini a un uso attento e corretto del riscaldamento domestico e non solo, visto che si parla anche di auto e mezzi ecologici.

Commenti

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  1. Scritto da giorgio_elitropi

    Da uno studio dell’EPA (Environmental Protection Agency), l’equivalente della nostra ARPA statunitense, ripreso e pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives specializzata nella pubblicazione di recenti scoperte scientifiche nel campo delle scienze e della salute ambientale [http://ehp.niehs.nih.gov/wp-content/uploads/advpub/2015/12/ehp.1509777.acco.pdf] appare alquanto evidente che la combustione delle cosiddette biomasse non ha grandi effetti sull’aumento di concentrazione di polveri sottili (PM 2,5)

    Perché magari non si pensa a far qualcosa di più per diminuire la frazione di secco residuo che viene inviata agli inceneritori? Magari introducendo quella Tariffa Puntuale promessa in campagna elettorale? A Bergamo siamo sui 180 kg pro capite, in comuni dove c’è la Tariffa Puntuale il secco è di 50 kg (e inoltre la Tari è più bassa perché si recupera più materiale che noi inceneriamo)

  2. Scritto da beppe_cornaggia

    Complimenti, intervento interessante.
    Mi permetto di suggerire di evidenziare negli interventi anche le differenze fra polveri sottili prodotte dalla combustione delle fonti rinnovabili (biomasse vegetali) e lo smog che sono cose diverse tra loro.
    Esistono infatti, per esempio, eccellenze alimentari che vengono “affumicate” utilizzando alcuni tipi specifici di legna… non di certo impiegando il diesel delle autovetture.