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Giovane e battagliera: questa Atalanta di Gasperini ci piace sempre di più… foto

I nerazzurri, tanto cuore e tanta organizzazione, hanno fatto venire la pelle d'oca ai bianconeri e non certo per il gelo torinese. Bravi: a Roma vi vogliamo così, domenica contro la Lazio

A testa altissima, l’imprevedibile Atalanta fa venire i brividi anche alla Juve. Che peccato…

Allo Stadium non si passa e la differenza di valori è tale tra Atalanta e Juventus che, obiettivamente, era difficile pretendere di più. Soprattutto se affronti i campioni d’Italia, praticamente invincibili in casa loro, senza il Papu Gomez per gran parte di una sfida che sembrava impossibile. Il Papu che non è solo il grande protagonista dell’ultima vittoria nerazzurra, a Verona col Chievo, ma il trascinatore, il giocatore capace di dare pericolosità all’attacco nerazzurro con i suoi dribbling, i suoi assist, i suoi gol.

Provate a togliere alla Juve un certo Dybala, che nella sfida di Coppa Italia con l’Atalanta ha regalato ai suoi tifosi un eurogol e un assist per il solito indomabile Mandzukic. Dybala non sarà Messi, probabilmente il paragone di Sacchi è esagerato, ma ti può mettere in ginocchio con le sue invenzioni. E comunque la Juve ha anche altri campioni. In campionato i bianconeri hanno vinto senza Dybala, allora c’era Alex Sandro a far impazzire i nerazzurri e un Mandzukic incontenibile.

Ma l’Atalanta? Gasperini non ha snobbato la Coppa, prendendo in contropiede le voci della vigilia che davano a Torino un’Atalanta-due. Il problema, più che l’Atalanta, era la Juve. I nerazzurri sono partiti benino e rispetto al campionato hanno resistito un quarto d’ora in più: allora avevano preso gol nei primi 20′, stavolta Dybala ha inventato il suo eurogol al 22′. E poi il bis, ma prima il palo di Mandzukic…

Però la forza di questa Atalanta è anche quella di non arrendersi mai, di saper combattere in ogni campo, anche dove sembra… missione impossibile. E così il secondo tempo ha riacceso le speranze atalantine, prima la prodezza di Konko e poi l’aggressività della squadra ridisegnata da Gasperini, che non dimentica mai la propria identità, anche quando gioca al cospetto di una grande quasi imbattibile. Quasi, perché il rigore di Pjanic sembrava aver chiuso le speranze di rimonta, a un’Atalanta più coraggiosa nel secondo tempo, mai disposta ad arrendersi ai più forti. E invece no, vi aspettavate quel colpo di esterno di Latte, per il 3-2 a poco più di dieci minuti dalla fine?

L’Atalanta, tanto cuore e tanta organizzazione, ha fatto venire la pelle d’oca ai bianconeri e non certo per il gelo torinese. Bravi nerazzurri. A Roma vi vogliamo così, domenica contro la Lazio (magari con ben altro esito).

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