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La poliziotta ferita: “40 ultrà intorno e un sasso in testa, ma non avevo paura” fotogallery video

Si avvicina la sentenza per gli ultrà arrestati per gli scontri con la polizia dopo Atalanta-Inter del 16 gennaio 2016. Il racconto dell'agente colpita da una grossa pietra

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Si avvicina alla conclusione il processo, di fronte al gup Bianca Maria Bianchi, contro gli otto ultrà bergamaschi arrestati il 16 gennaio dello scorso anno a Bergamo, al termine della partita Atalanta-Inter. Secondo l’accusa sono responsabili dei violenti scontri con le forze dell’ordine avvenuti in centro città, tra i passanti spaventati.

Nel pomeriggio di martedì 10 gennaio erano attesi di fronte al giudice dieci agenti della squadra mobile di Padova, uno della questura di Milano, tutti in servizio a Bergamo quel pomeriggio, oltre a Marianna Amoroso, l’agente che si trovava a bordo della vettura contro la quale è stato lanciato un grosso sasso che l’ha colpita in testa. Per un problema di notifica, però l’unica presente era proprio la poliziotta, che ha ribadito la sua versione dei fatti per quella sera.

Amoroso ha raccontato di quell’accerchiamento da parte di una quarantina di ultrà incappucciati e con i volti travisati, che hanno iniziato a lanciare vari oggetti contro l’auto sulla quale si trovava, tra cui anche una grossa pietra, del peso di 750 grammi, che l’ha colpita alla testa. Ha detto che si è salvata solo perchè indossava il casco, ma di non aver avuto paura in quel momento. È da lì che è partita l’inseguimento agli ultrà che si è concluso in Città Alta con il fermo di dieci persone in totale.

La prossima udienza, nel corso della quale saranno ascoltati gli altri poliziotti, è stata fissata per il 24 gennaio. A seguire è prevista la sentenza. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Carmen Santoro, e il collegio difensivo degli ultrà, avevano già concluso la discussione nelle scorse settimane, ma prima di prendere una decisione il gup Bianchi vuole ascoltare tutti gli agenti che erano presenti agli scontri.

Il pm ha chiesto la condanna di tutti i tifosi per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamenti, lancio di oggetti e lesioni: 2 anni e 8 mesi per Mattia Caldara ed Emanuele Moretti; 2 anni, 6 mesi e 20 giorni per Lorenzo Taschini e per Adamo Cortinovis; 2 anni e 6 mesi per Davide Boffetti, Giacomo Dossi, Francesco Piraino e Frederic Gotze, di Francoforte, appartenente alla tifoseria dell’Eintracht gemellata con la Curva Nord dello stadio di Bergamo.

Saranno giudicati con il rito abbreviato che, in caso di condanna, permette di ottenere lo sconto di un terzo sulla pena finale. Ha chiesto invece di patteggiare 2 anni con la condizionale Gianluca Piro. Tutti negano di aver preso parte ai tafferugli con la polizia. Secondo i loro difensori, gli avvocati Federico Riva, Giovanni Adami e Andrea Pezzotta, non c’è nessuna prova contro di loro.

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