BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Odissea turca per Antonio Misiani: “Forse Erdogan ha epurato anche gli spazzaneve”

Il parlamentare bergamasco è finalmente riuscito a fare ritorno a casa dopo 4 giorni passati bloccato all'aeroporto di Istanbul, paralizzato dalla neve: "Un collasso organizzativo segnale di una Turchia che sta andando alla deriva".

Dopo quattro giorni infernali il deputato bergamasco Antonio Misiani è riuscito finalmente a tornare a casa: nella mattinata di martedì 10 gennaio la compagnia aerea Turkish Airlines ha comunicato a lui e alla sua famiglia che era giunto il momento di imbarcarsi sul volo di ritorno per Milano Malpensa, dove sono arrivati nel pomeriggio.

Un sospiro di sollievo dopo che il rientro dalle vacanze a Tel Aviv si era trasformato in un incubo, come ha raccontato lunedì sera a Bergamonews: leggi qui.

Questo il racconto di quei giorni interminabili del parlamentare bergamasco del Partito Democratico:

“Su richiesta del nostro Presidente, Recep Tayyp Erdogan, le operazioni all’Aeroporto Atatürk di Istanbul sono ora tornate alla normalità”. Con questo parole si concludeva il comunicato con cui la Turkish Airlines aveva annunciato la ripresa dei voli in Turchia dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016. Meno di sei mesi dopo, è bastata una nevicata un po’ più forte del solito per mandare completamente in tilt l’aeroporto di Istanbul, undicesimo scalo al mondo con quasi 62 milioni di passeggeri movimentati nel 2015.

Un paradosso, visto il peso del trasporto aereo nella “grandeur” nazionalista di Erdogan: la Turkish Airlines si fa vanto di essere la prima compagnia del mondo per numero di destinazioni e la migliore in Europa negli ultimi cinque anni. L’aeroporto Atatürk dal 2010 ha raddoppiato il traffico passeggeri, arrivando a ridosso della top ten mondiale. Proprio a Istanbul è in costruzione lo Yeni Havaliman (il Nuovo Aeroporto), destinato a diventare il più grande scalo del mondo: sei piste, capacità di 150 milioni di passeggeri, 12 miliardi di investimenti, inaugurazione prevista per il 20 ottobre 2017, anniversario della fondazione della Repubblica di Turchia.

Impegnate in questi progetti faraonici, le autorità turche hanno considerato un inutile dettaglio la predisposizione di un piano neve degno di questo nome, mandando allo sbaraglio il personale di terra e abbandonando al proprio destino decine di migliaia di passeggeri.

L’analisi di un pilota di linea italiano che abbiamo incontrato vagando tra i gate dell’aeroporto è impietosa: incompetenza e arroganza del management, impreparazione e pressappochismo degli apparati tecnici.

È come se Erdogan avesse epurato anche gli spazzaneve.

Sia come sia, il bilancio di questi quattro giorni disgraziati è una vera e propria Caporetto del traffico aereo: oltre mille voli cancellati, decine di migliaia di passeggeri a terra. Tra questi il sottoscritto e la mia famiglia, bloccati in Turchia da venerdì 6 e ritornati in Italia solo martedì pomeriggio.

Le vicissitudini raccontate dai numerosi italiani presenti sono disastrose: in tantissimi hanno passato le notti in aeroporto, molti altri sono stati deviati lontano migliaia di chilometri, per non parlare di chi è stato spedito a Gaziantep, località a pochi chilometri dal confine con la Siria che l’unità di crisi della Farnesina raccomanda caldamente di evitare dato il rischio di attentati e sequestri. La Turkish scomparsa dai radar, nonostante fosse in possesso delle mail e dei cellulari di tutti i passeggeri. I call center, manco a parlarne.

In aeroporto, un girone infernale fatto di ore e ore di code, tensione alle stelle, una calca soffocante ai banchi di accettazione.

I disservizi aerei possono capitare. Ma questo collasso organizzativo è qualcosa di più: è l’ulteriore segnale di un paese meraviglioso – la Turchia – che sta andando alla deriva.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.