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Ex Foro Boario, il Tar ferma tutto e dice no all’area commerciale

Nuvole all'orizzonte per l'amministrazione comunale: arriva dal Tar di Brescia una sentenza che potrebbe sconvolgere i piani per la vendita dell'ex Foro Boario

Nuvole all’orizzonte per l’amministrazione comunale di Treviglio: arriva dal Tar di Brescia una sentenza che potrebbe sconvolgere i piani per la vendita dell’ex Foro Boario. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti accolto il ricorso, portato inizialmente al Capo dello Stato e poi “deviato” al Tribunale Regionale, dei trevigliesi Giovanna Vertova e Andrea Mossali in merito alla vendita dell’area situata tra viale Merisi e via Pasteur.

Supportati dall’associazione “I Trevigliesi” la quale, grazie a delle donazioni private, ha offerto il pagamento delle spese legali, i due hanno portato avanti una lunga battaglia contro la vendita dell’area alla società Ossidiana, controllata di Coop Lombardia, che aveva previsto la realizzazione di un grande centro commerciale avente in un “Fai da te” il principale negozio della struttura.

Diversi i punti contestati dal battagliero duo, in primis quello relativo al modo in cui si è dato il via al Piano Attuativo dell’opera.
Pare infatti, come decreta la sentenza, che la variante al PGT – Piano di Governo del Territorio – necessaria per la realizzazione di tali strutture, sia stata decisa dall’Amministrazione comunale tramite una semplice delibera di giunta, decisione che di norma va presa tramite votazione in Consiglio comunale, rendendo di fatto irregolare la sua approvazione.

Il PGT prevede inoltre, per quell’area, la creazione di una zona residenziale con la possibilità di realizzare spazi commerciali fino a 2.500 metri quadri, contro i quasi 6.000 necessari per la costruzione del nuovo polo commerciale voluto da Ossidiana. Solo una modifica al Piano di Governo del Territorio potrebbe rendere operativa la strada per la realizzazione di una tali strutture, con la riqualifica della destinazione finale delle costruzioni, da residenziali a commerciali e con la modifica della metratura finale degli stabili edificabili, ma in questo caso, appunto, sarebbe necessaria l’approvazione di tale modifica dall’assemblea civica cittadina.

“La risposta urbanistica che ha dato il Tar è una risposta semplice ma significativa” afferma Alvaro Tura, tecnico e architetto che segue la vicenda “Semplicemente dice che i PGT vanno rispettati (…) e che la destinazione principale di quest’area è di tipo residenziale” e poi aggiunge “c’è un motivo specifico del perchè il PGT da alle varie aree del territorio delle destinazioni principali e delle destinazioni secondarie e accessorie. Le destinazioni principali servono a garantire un equilibrio con tutto lo sviluppo del territorio in modo che ci sia un assetto bei distinto in tutta la città, stravolgere o modificare una di queste destinazioni significa modificare tale equilibrio”

Felice della vittoria Andrea Mossali, firmatario del ricorso e esponente del quartiere est, il quale afferma “Siamo molto contenti per la vittoria, c’è da dire che è stato un percorso che ci ha portato via molte energie e risorse, sia a noi che all’Amministrazione” e proprio in merito all’attuale governo trevigliese afferma “Con la passata amministrazione deve esserci stato un misundertanding e qualche sbaglio che ci ha portato a scontrarci. Con questa nuova amministrazione in realtà vorremmo più coraggio da parte del Sindaco per impegnarsi a investire su questa risorsa – l’area ex Foro Boario n.d.r. – assieme ai cittadini, tramite un dialogo aperto e non con un muro insormontabile”

Giovanna Vertova, l’altra firmataria, pur definendosi felice per il responso finale lancia però una stoccata alle varie formazioni politiche locali: “Vorrei esprimere la mia pesante irritazione per il fatto che un ricorso di questo tipo non abbia ricevuto nel tempo il minimo sostegno da parte di tutti i partiti di centro – sinistra, da parte delle associazioni del territorio, da parte del Movimento 5 Stelle e da parte di tutte quelle formazioni politiche che in campagna elettorale si riempiono la bocca parlando di qualità della vita, di sostegno ai cittadini e di difesa del territorio”

Incerto ora il futuro sulla realizzazione di quest’opera con Daniela Ciocca, ex Consigliere comunale oggi vicina alle vicende del quartiere est, che afferma: “La società Ossidiana ora potrebbe decidere di continuare con il progetto attuale cosi come potrebbe far valere la convenzione, firmata anzitempo col Comune, in cui si diceva che la società avrebbe pagato una serie di acconti al Comune per l’acquisto e avrebbe poi perfezionato l’atto di vendita in assenza di qualsiasi contenzioso sull’area”

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