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Italia, aumenta la quota di prestiti richiesti: donne discriminate

Abbiamo da poco archiviato il 2016, e perciò è il momento giusto per guardare alle cifre e ai volumi registrati nel comparto della finanza nel corso dell’ultimo anno. A saltare subito agli occhi è l’aumento delle persone che ricorrono a un prestito personale, necessario a spese di varia natura.

Ci siamo lasciati alle spalle un altro anno di grande crescita per il mercato dei prestiti in Italia, che hanno avuto un andamento piuttosto costante lungo tutto l’arco del 2016, ottenendo in definitiva un incremento del 9 per cento rispetto ai volumi del 2015 e dell’1,2 per cento su base semestrale. Lo rivela la tradizionale ricerca dell’osservatorio Aessefin, che ha fatto il punto in particolare sugli importi medi richiesti dagli italiani.

CHI CHIEDE UN PRESTITO
Una ulteriore spinta al settore arriva anche dalle condizioni favorevoli offerte dagli operatori online, come il prodotto Prestito Arancio di Ing Direct, che ha conquistato l’interesse dei clienti; e così, traducendo in euro, l’importo medio dei prestiti personali in Italia si attesta intorno agli 11.200 euro. Inoltre, Aessefin ha delineato il profilo medio del cliente, che in prevalenza è uomo (73 per cento dei casi), mentre le donne sono in minoranza e chiedono cifre relativamente più basse, anche perché in genere i loro stipendi risultano più bassi.
Aumentano i prestiti personali. Pertanto, se il prestito medio di un uomo raggiunge gli 11.500 euro di media, l’entità di quello di una collega donna si ferma a 10.500 euro. Non cambiano molto, invece, i motivi che spingono alla richiesta di un prestito, che restano comunque molto vari. Al primo posto assoluto tra le ragioni si trova l’acquisto di un’auto usata, seguita dalla “semplice” esigenza di liquidità immediata e dal bisogno di ristrutturare casa. Tra i trend più attuali, poi, ci sono gli aumenti nelle richieste di prestito personale per chi intende completare l’acquisto di un’automobile nuova o di una moto altrettanto nuova.

LE DIFFERENZE REGIONALI
L’interessante report Aessefin pone in luce anche altri dati importanti, come quelli relativi alle entità medie delle somme richieste a livello regionale. La mappa italiana della diffusione del prestito personale vede tra le Regioni più attive Valle d’Aosta, Sardegna e Calabria, che registrano richieste di importi superiori alla media nazionale: rispettivamente, nel territorio valdostano si raggiungono i 12.800 euro, nell’isola 12 mila netti e in Calabria 11.600. Al contrario, è in Molise che si va in controtendenza, visto che qui le richieste medie scendono al di sotto dei 10 mila euro. In generale, però, le varie aree d’Italia sono accomunate dagli importi degli stipendi di coloro che richiedono il prestito, mentre la durata dei prestiti va da un minimo di 55 mesi in Molise a un massimo di 65 mesi ancora in Valle d’Aosta.

PRESTITI AI SIGLE
Prestiti ai single. L’ultimo aspetto rilevato dall’indagine è il profilo medio dell’italiano che necessita di un prestito; oltre alle tradizionali famiglie, infatti, negli ultimi anni è aumentata anche la quota di single che ricorrono a finanziamenti personali per far fronte a esigenze anche molto disparate. Va ricordato, infatti, che a differenza del mutuo chi chiede un prestito non ha l’obbligo di dichiararne la finalità (eccezion fatta per quella gamma definita appunto prestiti finalizzati), e quindi l’impiego della somma di credito può essere maggiormente discrezionale.

Inoltre, restando nell’ambito delle differenze tra prestito personale e mutuo, va anche sottolineato come per legge le somme erogate nel primo caso non possano superare i 31 mila euro, mentre per i finanziamenti del secondo tipo le quote sono molto più elevate, così come cambiano anche i tempi di restituzione, che per il prestito vanno da un minimo di 12 mesi a un massimo di 120.

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