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Zingonia, ucciso a colpi di machete: in 4 condannati a 18 anni

L’aggressione nell’ambito di un regolamento di conti per questioni di droga, nel novembre del 2015

Diciotto anni di carcere con le accuse di omicidio, tentato omicidio e detenzione di stupefacenti. E’ questa la decisione presa mercoledì 4 gennaio dal gup Tino Palestra. Condannato per il delitto di Mohammed El Khouman – marocchino di 30 anni che viveva a Lallio con la moglie e una figlia piccola – sono stati Hamza Barddine (che qualche giorno dopo il fatto se n’era addossato l’intera responsabilità) e i fratelli Mouhsin, Sahli e Imad Dahak. Il processo ha visto un quinto condannato. Si tratta del fratello di Mohammed, Otman, a sua volta vittima del tentato omicidio, ma ritenuto responsabile di detenzione di droga e per questo condannato a due anni e otto mesi.

Erano circa le 20 dell’11 novembre 2015 quando la vittima si trovava in un parco con il fratello di qualche anno più giovane.

A un tratto da una via laterale spunta un uomo con a tracolla un grosso machete. Ne arrivano poi altri – almeno sette – tra cui uno con una pistola. Partono alcuni colpi e i due fratelli marocchini iniziano a correre, inseguiti dai loro aguzzini.

Il più giovane verso la caserma dei carabinieri, in corso Asia, l’altro in direazione di via degli Oleandri. Dove però non arriva, perché inciampa e cade a terra. Tre degli inseguitori riescono così a raggiungerlo e lo colpiscono con una serie di fendenti con il machete e una roncola, al collo e alla schiena, prima di lasciarlo esamine sull’asfalto.

Il fratello, scampato all’aggressione, torna indietro e cerca di fermare una delle auto che passano in zona in quel momento per chiedere aiuto, Ma nessuno si ferma. E anche lui viene colpito ma non in modo mortale.

I soccorsi arrivano poco dopo. I medici tentano per mezzora di rianimare Mohamed El Khouman, ma invano.

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