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Treviglio, Imeri bussa alla porta della Provincia: “Metta speed check in via Pagazzano” foto

Il Comune di Treviglio è intenzionato a mettere in sicurezza la Provinciale 129 che porta a Pagazzano: "Disponibili a qualsiasi forma di collaborazione con la Provincia per dare risposte concrete ai cittadini, senza dimenticarci però le rispettive competenze".

La Provincia non ha soldi per la messa in sicurezza della strada, il sindaco Imeri contatta “il palazzo”: “Mettete degli speed check in via Pagazzano”. Lo scorso 13 dicembre il primo cittadino trevigliese ha incontrato, assieme al vicesindaco Prandina, una delegazione di residenti della zona per discutere delle problematiche relative all’area extra urbana. Tra i punti all’ordine del giorno anche quello relativo alla SP129 meglio nota come via Pagazzano, la quale da anni denota il problema relativo alla sicurezza, soprattutto per l’elevata velocità assunta dalle vetture in transito.

La strada, che collega la città di Treviglio a Vidalengo, Brignano e infine Pagazzano, è un lungo rettilineo spezzato da un solo impianto semaforico all’altezza di Vidalengo e da qualche curva “morbida” e permette alle vetture di raggiungere velocità decisamente elevate. Non tutti i cittadini sono indisciplinati, ovviamente, ma per chi transita sul percorso non è difficile incrociare dei provetti Lewis Hamilton che sfrecciano a tutto gas sulla provinciale, azzardando magari qualche sorpasso ai danni degli automobilisti più lenti nonostante sia in vigore il limite di 70 chilometri orari che si riduce a 50 nei pressi di alcune abitazioni.

Diversi gli incidenti e i fuori strada che si sono già verificati in passato – l’ultimo risale a pochi giorni fa con una vettura che ha perso il controllo e si è ribaltata in un campo nelle vicinanze di un’abitazione – che spesso hanno avuto anche conseguenze gravi per i conducenti.

Sempre legato alla velocità il problema relativo agli sbocchi sulla strada da parte dei residenti, che spesso si trovano in difficoltà nell’immettersi sulla provinciale per via dell’elevata rapidità delle auto in corsa.

Per ovviare a questa serie di problemi il sindaco Imeri ha presentato ufficialmente alla Provincia un sollecito per valutare l’opportunità di installare ai bordi della carreggiata degli speed check o dei segnalatori di velocità in modo regolamentare e normalizzare la velocità di spostamento dei mezzi: “Questa Amministrazione – afferma il Sindaco – ama molto la concretezza. Quando i residenti di via Pagazzano hanno chiesto l’incontro abbiamo subito dato la disponibilità e con loro abbiamo condiviso le priorità, sapendo anche che chiedere oggi la ciclabile alla Provincia è utopia. Ma ci sono tanti piccoli grandi interventi che possono comunque essere fatti per migliorare la sicurezza in un tratto di strada dove spesso si viaggia a velocità elevata. Per prima cosa puntiamo a raggiungere questo obiettivo, e il Comune è disponibile a qualsiasi forma di collaborazione con la Provincia per dare risposte concrete ai cittadini. Senza dimenticarci però le rispettive competenze”.

A quanto pare, però, non tutti sono dello stesso parere: alcuni abitanti della zona denunciano il fatto che la messa in posa di tali dissuasori sarebbe inutile, sostenendo che la statale andrebbe messa in sicurezza in altro modo, potenziando soprattutto l’illuminazione e con la creazione di marciapiedi o piste ciclabili ai lati per poter permettere ai residenti di uscire in sicurezza dalle loro abitazioni.

Come precisato però dal primo cittadino tali opere sarebbero a carico della Provincia di Bergamo la quale, ad oggi, non possiede sfortunatamente un budget tale da permettere la realizzazione di interventi cosi onerosi.

Commenti

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  1. Scritto da unbergamasco

    Qualcuno spieghi (sottovoce) al sindaco Imeri che sulle strade extraurbane secondarie non è consentita la rilevazione a distanza delle violazioni del Codice della Strada in assenza di specifica ordinanza del Prefetto.
    Ho detto “sottovoce” perchè in tanti comuni bergamaschi sono stati installati tali apparecchi arancioni sulle strade urbane, laddove non sono utilizzabili nemmeno tramite ordinanza prefettizia; e se i cittadini scoprissero che i loro sindaci hanno sperperato soldi pubblici…