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Il vicino che ha trovato il cadavere: “Non scordo gli occhi sbarrati di Daniela” fotogallery video

Fabio Dozio racconta come ha trovato Daniela Roveri, la 48enne sgozzata nel palazzo di Colognola: "Una scena raccapricciante"

“Daniela aveva la bocca spalancata, gli occhi sbarrati e lo sguardo rivolto verso l’ascensore come se volesse salire: aveva la morte in faccia. Una scena straziante che non scorderò mai”. A parlare è Fabio Dozio, vicino di casa di Daniela Roveri, la 48enne di Colognola uccisa con una coltellata al collo la sera del 20 dicembre nell’androne del palazzo in cui viveva in via Keplero 11.

E’ stato proprio il signor Dozio, avvisato dal figlio Marco che era sceso per andare dalla fidanzata, a trovare il cadavere della manager d’azienda e a chiamare, nel disperato tentativo di salvarla, il 118.

Fabio Dozio racconta quei drammatici momenti in cui si è trovato di fronte il cadavere di Daniela Roveri:

Nel frattempo gli uomini della squadra mobile della questura di Bergamo, coordinati dai sostituti procuratori Davide Palmieri e Fabrizio Gaverini, proseguono le indagini alla ricerca dell’autore del delitto. Si sta in particolare ricostruendo la vita della donna, all’apparenza senza ombre, tra casa, lavoro e palestra.

Nonostante la borsetta con soldi e cellulare rubata da chi l’ha uccisa, infatti, perde colpi la pista della rapina: dietro al delitto potrebbe esserci qualcuno che nutriva un astio molto forte nei confronti della donna, manager d’azienda alla Ikra di San Paolo d’Argon.

mamma roveri delitto colognola

Nella mattinata di martedì 3 gennaio il commissario Giorgio Grasso con il collega Massimo Bugada (già decisivo nelle indagini sul delitto di Yara Gambirasio) ha prelevato Silvia Armati, madre della vittima, dall’abitazione di via Keplero per portarla in questura e sottoporla ad alcune domande sulle abitudini e le frequentazioni della figlia. Al momento, comunque, non risulterebbe nulla di anomalo.

Nel frattempo è atteso per i prossimi giorni il confronto tra il medico legale che ha curato l’esame autoptico sul cadavere della 48enne, Yao Chen, anatomopatologa dell’università di Pavia, e Andrea Verzelletti, medico dell’università di Brescia che ha analizzato la salma di Gianna del Gaudio, anch’essa sgozzata, a Seriate, il 27 agosto: l’obiettivo è quello di dissipare ogni dubbio sul fatto che a uccidere le due donne sia stata la stessa persona.

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