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Gagliardini all’Inter: perché Sì, perché No… Gasp, pensaci tu foto

L'analisi di Alberto Porfidia sulla cessione di Gagliardini da parte dell'Atalanta all'Inter si conclude con un "purtroppo è la storia nerazzurra, dai tempi di Domenghini, Scirea, Cabrini...".

Perché Sì (o meglio: Sì, però…)

Roberto Gagliardini, uno dei gioielli di Zingonia, viene ceduto all’Inter: partirà, forse già domenica sarà nerazzurro ma sulla sponda milanese. E per la non proprio modica cifra di 30 milioni, la più alta pagata finora per un atalantino.

Il botto di Capodanno sinceramente non ce l’aspettavamo, forse perché eravamo abituati ai colpi tardivi di mercato, quasi all’ultimo secondo. Vedi la cessione di Bonaventura, due anni e qualche mese fa, all’ultimo giorno del calciomercato di agosto. Briciole, in confronto all’affare Gagliardini. Sette milioni, bonus compresi per la partenza di Jack e ora Gaglia se ne va per trenta. Che vuol dire più di quattro volte tanto. Qualche altro numero? Bonaventura aveva 25 anni e giocato 130 partite segnando 23 gol con l’Atalanta, Gagliardini ha 22 anni, 14 presenze e zero gol nell’Atalanta e in A. Un abisso in confronto a Jack.

Eppure… Questo è il calcio, o meglio questo è il mercato pazzo del calcio: allora l’affare l’aveva fatto il Milan, stavolta l’Inter si prende la rivincita, visto che le era stato preferito il Diavolo. Ma oggi l’Inter ha i soldi dei cinesi che il Milan ancora non può mettere sul tavolo e, semmai, era la Juve a contendere Gagliardini.

Se vogliamo metterla poi sul piano del “nessuno è insostituibile”, ricordiamo quel che è successo nel mercato estivo di due anni fa: via Bonaventura, è arrivato Alejandro Gomez. E il Papu da… disperso in Ucraina è tornato a fare il mattatore in serie A. Teniamocelo stretto, Papu non andare via.

Ecco, appunto. Diciamo sì, però… se ci si fermerà alla cessione di Gagliardini (adesso) e a quella di Caldara (ma non prima del luglio 2018). Sì, però… al massimo due partenze quest’anno, se dovesse andarsene anche Kessie. E già qualche “proposta indecente”, a suon di tanti milioni, è arrivata dalla Premier. Difficile dire no, se sei una società provinciale e incassi cifre mai viste. E magari porti a casa il non più giovanissimo Palacio, 34 anni, nel 2009-10 al Genoa con Gasperini (non la sua annata migliore in rossoblù, due anni dopo segnò 19 gol) e dal Palermo lo svedese Hiljemark. Teniamo sotto traccia un colpo tipo quello di Gomez due anni fa, visto che siamo appena all’inizio del mercato.

Infine… Sì, perché ci fidiamo del mago Gasp. Lui ha inventato Gagliardini e Caldara titolari contro il Napoli, lui ha dimostrato che cambiando uno o due giocatori l’Atalanta continua a essere l’Atalanta che piace e diverte. E vince. Bella scommessa, ma dite quanti di voi pensavano di vedere Gagliardini e Caldara, che venivano da una serie B non certo di primo piano, ora titolari fissi in serie A. Insomma: Gasp, pensaci tu.

Perché No

Perché il tifoso atalantino è deluso: ma come, l’Atalanta vince, diverte, dà spettacolo e il presidente Percassi per tutta risposta ti smonta il giocattolo? Solo perché hai 32 punti e sei già salvo… o perché a trenta milioni non puoi dire no.

Mah… ma allora è la solita Atalanta che non si smentisce mai e non riesce a tenere nemmeno uno dei suoi gioielli, che si chiami Bonaventura e venga trattato come un saldo di fine stagione o oggi Gagliardini, domani Kessie, dopodomani Conti, nel 2018 Caldara. Vogliamo cominciare a mollare anche i giovani del ’99?

Tra l’altro s’è visto che impatto ha avuto Alberto Grassi, ceduto nel gennaio 2016 al Napoli: zero presenze nella squadra di Sarri, ora ce l’hanno prestato e contiamo di nuovo su di lui perché a centrocampo mancherà anche Kessie che andrà alla Coppa d’Africa.

E’ la storia, il destino dell’Atalanta, purtroppo. Impossibile sottrarsi, dai tempi di Domenghini, Scirea, Cabrini e tanti altri campioni sfornati dal vivaio nerazzurro. Se volete vederli giocare, rassegnatevi: prima o poi cambieranno maglia.

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