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Delitti del Gaudio-Roveri, confronto tra medici legali per capire se l’autore è lo stesso fotogallery

Il procuratore Mapelli: "Tendenzialmente escludiamo la possibilità che a uccidere le due donne sia stato lo stesso soggetto, ma vogliamo fugare ogni dubbio"

L’ipotesi del serial killer, almeno per ora, rimane remota, ma per fugare ogni dubbio gli inquirenti hanno chiesto un confronto ai medici legali dell’omicidio di Colognola e di quello di Seriate. L’obiettivo è capire se a uccidere Daniela Roveri la sera del 20 dicembre e Gianna del Gaudio la notte del 27 agosto, sia stata la stessa persona.

Nei prossimi giorni quindi Yao Chen, anatomopatologa dell’università di Pavia che ha seguito l’esame autoptico sul cadavere della 48enne di Bergamo, e Andrea Verzelletti, medico dell’università di Brescia che ha analizzato la salma della 63enne di Seriate, si confronteranno per esaminare quanto rilevato.

È l’indiscrezione che trapela direttamente dal procuratore di Bergamo Walter Mapelli, che sta seguendo entrambi i casi: “Tendenzialmente escludiamo la possibilità che a uccidere le due povere donne sia stato lo stesso soggetto, ma per esserne certi abbiamo deciso di chiedere un confronto tra i medici legali. In questo modo vogliamo scartare la possibilità che la mano che ha colpito sia la stessa”.

Le similitudini tra i due casi, anche se poche, comunque ci sono. Gianna del Gaudio è stata uccisa con una coltellata al collo all’interno della propria villetta di piazza Madonna delle Nevi a Seriate. Un omicidio per il quale i carabinieri di Bergamo, a distanza di oltre quattro mesi, non sono riusciti a individuare il colpevole. Il marito Antonio Tizzani, unico indagato (a piede libero) nonostante le tracce del suo dna rinvenuto sul taglierino usato per il delitto e ritrovato in una siepe un mese dopo, si difende dal primo giorno raccontando la versione dell’uomo incappucciato arrivato da fuori e fuggito dopo avergli ammazzato la moglie e aver rovistato in alcuni cassetti di casa.

Anche Daniela Roveri è stata uccisa con una coltellata al collo, non proprio all’interno di casa ma comunque nell’androne del palazzo in cui viveva. Anche lei con un solo colpo, deciso, che l’ha quasi decapitata. La polizia che indaga sul caso non esclude nessuna pista, anche se al momento pare non essercene una favorita. Quella della rapina, nonostante la borsetta col cellulare rubata alla vittima, sembra scemare con il passare dei giorni. Quella del delitto passionale perde colpi dopo che due uomini, un amante della Roveri e un suo corteggiatore, hanno dimostrato di avere un alibi di ferro per le ore del delitto. Rimane in piedi quella della vendetta per altri motivi, magari legati al lavoro della donna, manager aziendale alla Ikra di San Paolo d’Argon.

E poi c’è il dubbio che a uccidere le due donne sia stata la stessa persona: un’ipotesi che gli inquirenti sperano di poter scartare dopo il confronto disposto tra i medici legali.

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