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A Giorgio Di Fiore, giovanissimo talento bergamasco, il Gran Prix del teatro 2016

È Giorgio Di Fiore, un giovanissimo talento bergamasco, il vincitore del premio Gran Prix del teatro 2016. “Una vittoria inaspettata, ma una grandissima soddisfazione” commenta.

È Giorgio Di Fiore, un giovanissimo talento bergamasco, il vincitore del premio Gran Prix del teatro 2016.

“Una vittoria inaspettata, ma una grandissima soddisfazione” commenta.

La serata di premiazione si è tenuta lo scorso 6 novembre al teatro Out Off di Milano.

Giorgio è un ragazzo di soli 18 anni, studente del quinto anno all’ITC Vittorio Emanuele di Bergamo. La passione del teatro lo accompagna sin da bambino. A 14 anni, tardi dice lui, si avvicina alla recitazione grazie ad un gruppo amatoriale della parrocchia e due anni fa si iscrive alla scuola Teatrando della compagnia teatrale Le Acque di Bergamo.

È molto giovane Giorgio e tra le sue parole traspare una vena di timidezza e una grande umiltà, ma ha già le idee chiare per il suo futuro: “Dopo le scuole superiori voglio iscrivermi ad un’accademia di teatro, è importante per me avere una formazione teatrale completa, saper recitare bene in diversi ruoli e contesti”.

Partecipare al premio Gran Prix è stata una scommessa con se stesso, “non mi aspettavo di arrivare in finale”. Quando Beatrice Meloncelli – regista teatrale, docente e direttore artistico della scuola Teatrando – ha informato gli allievi dei suoi corsi del bando del premio Gran Prix, Giorgio ha capito che era la sua occasione per sperimentarsi. “Ho scelto il testo, dopo che l’ho sentito recitare dalla Cortellesi, la mia attrice preferita, e ho chiesto a Beatrice di aiutarmi a preparare il monologo”.

Si tratta di un monologo sul bullismo scritto da Massimiliano Bruno interpretato da Paola Cortellesi ad aprile nel corso della trasmissione Laura&Paola. È il racconto di uno studente che ha subìto, sin dal primo giorno di scuola, atti di bullismo. È un triste resoconto e uno sfogo, mescolato a rabbia e senso di sconfitta ma è anche un inno alla forza vera: quei piccoli gesti di umanità e sensibilità che per un bullo sono solo debolezza.

“Per me ha vinto il testo, ciò che esprime in maniera toccante e immediata” dice Giorgio, che in quelle parole e in quell’interpretazione ha rivisto in parte se stesso negli anni delle scuole medie. “Essere vittima del bullismo è un’esperienza che vivono in molti, ma difficilmente se ne parla”.

Il lavoro registico con Beatrice è stato prima di tutto “su cosa significava per me recitare quelle parole”. E’ questo che si impara a teatro, “bisogna lavorare molto sul come sentire dentro di sé il testo, solo così si riesce ad interpretarlo veramente”.

Giorgio crede nella forza comunicativa e di condivisione sociale del teatro: “Temi come il bullismo, affrontati in un monologo come questo, hanno poco spazio a teatro, questa interpretazione è stata per me un’occasione per dare una mano a chi ha vissuto esperienze come queste e spero che ascoltandolo si senta meno solo”.

E forse è proprio questo forte desiderio di comunicare con il pubblico su un tema così attuale e forte, ma di cui non si parla abbastanza, a portare Giorgio dritto al premio, ancor prima di esser proclamato vincitore.

“Quando sono salito sul palco per la semi-finale, la platea conosceva già le parole che avrei detto, lì mi sono sentito sostenuto dal pubblico e ho sentito che con me stesso avevo già vinto. Avevo vinto perché il testo era piaciuto, aveva colpito e trasmesso il messaggio che volevo dare”.

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