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La protesta dei Comuni e delle Comunità di montagna: no alla posta a giorni alterni

Il documento apre una mobilitazione che si oppone alla decisione di Poste di voler procedere, nel corso dell'anno 2017, con la riduzione della consegna della corrispondenza in 2.632 Comuni, che si sommano ai 2.632 dove la corrispondenza viene consegnata cinque giorni su quattordici già dal 2015 e dal 2016.

L’Uncem (Unione dei Comuni e delle Comunità di montagna) ha trasmesso a tutti gli Enti locali montani un ordine del giorno, che verrà approvato in Giunta o in Consiglio, per dire NO alla distribuzione postale a giorni alterni e alla riduzione di servizi nei centri più piccoli. I Comuni e le Unioni montane trasmetteranno l’atto politico al Ministero dello Sviluppo economico, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero delle Autonomie e degli Affari regionali, alla Conferenza delle Regioni, ai Parlamentari del territorio, all’AgCom e ai CoReCom regionali.

Il documento apre una mobilitazione che si oppone alla decisione di Poste di voler procedere, nel corso dell’anno 2017, con la riduzione della consegna della corrispondenza in 2.632 Comuni, che si sommano ai 2.632 dove la corrispondenza viene consegnata cinque giorni su quattordici già dal 2015 e dal 2016.

Nell’ordine del giorno, Uncem e gli Enti locali chiedono a Poste di cambiare rotta, di sospendere la distribuzione a giorni alterni (riportandola giornaliera) e di ridefinire un rapporto costruttivo con il territorio, senza ridurre i servizi e senza ulteriormente mettere in difficoltà le Amministrazioni locali, finora costrette a fare i conti con i tagli imposti dall’azienda statale. Uncem chiede a Poste Attivare ogni possibile azione in ordine al servizio postale universale al fine di garantire in tutti i Comuni, senza distinzione, un servizio di qualità e funzionale alla comunità. Viene inoltre data la disponibilità a individuare un modello organizzativo specifico per le aree rurali e montane del Paese, attivando sportelli multiservizio, sportelli automatici, servizi di tesoreria a favore degli Enti locali. Ma prima di tutto devono essere riattivati i servizi di distribuzione giornaliera della corrispondenza, anche grazie all’introduzione dell’operatore polivalente, con una particolare attenzione alle aree interne e montane del Paese. Uncem, i Comuni, le Unioni montane impegnano Poste ad attivare subito cento Postamat per prelievi e versamenti, nuovi servizi negli sportelli, la tesoreria per Comuni e Unioni.

Poste Italiane ha approvato il 9 novembre 2016 il bilancio dei primi nove mesi dell’anno, che si è chiuso con un utile netto in rialzo del 29,7% a 807 milioni di euro rispetto ai 622 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Il fatturato è salito del 7,6% a 25,7 miliardi di euro, mentre l’utile operativo è aumentato del 28,6% a 1,196 miliardi di euro. Dati che non dovrebbero prevedere alcun taglio ai servizi postali, ribadisce Uncem nel documento politico diffuso oggi a oltre tremila Enti locali italiani. Ancora, l’Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani richiama quanto stabilito dal Parlamento europeo con Risoluzione del 15 settembre 2016 sull’applicazione della direttiva sui servizi postali: “Il servizio universale deve continuare a essere fornito nella misura massima, cioè deve almeno comprendere consegna e ritiro per cinque giorni a settimana per ogni cittadino europeo. Inoltre, al fine di soddisfare l’obbligo di servizio universale è importante mantenere ben funzionanti le reti postali, con un numero sufficiente di punti di accesso nelle regioni rurali, remote o scarsamente popolate”.

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