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Film, la classifica 2016 di Cineforum: primo “Neruda” di Pablo Larrain

La classifica, spiegano sulla pagina web del mensile culturale con sede a Bergamo , è il verdetto dei 37 critici - collaboratori e amici - a cui è stato chiesto i dieci migliori film usciti in Italia nel corso dell’anno.

Neruda di Pablo Larraín è il miglior film del 2016 secondo Cineforum, la storica rivista di cinema che ha compiuto 55 anni.

Al secondo posto Il figlio di Saul di László Nemes e al terzo Paterson di Jim Jarmusch.

La classifica, spiegano sulla pagina web del mensile culturale con sede a Bergamo , è il verdetto dei 37 critici – collaboratori e amici – a cui è stato chiesto i dieci migliori film usciti in Italia nel corso dell’anno, tra sale cinematografiche e piattaforme digitali, più tre inediti a scelta libera. va ricordato Cineforum vince il titolo citato dal maggior numero di votanti. Ma vale anche la posizione in classifica (dai 10 punti al primo fino a 1 solo punto al decimo).

In generale, a emergere è soprattutto l’assurdità (o la difficoltà, la povertà, la mancanza di forze) del sistema distributivo, che fa arrivare i film con mesi o addirittura anni di ritardo (eclatante il caso di Weekend), che costringe ad aspettare il 2017 per parlare alcuni dei titoli più ammirati dell’annata festivaliera (si vedano le classifiche dei Cahiers du cinéma, di Sight and Sound, di Variety) e spesso brucia nel giro di poche settimane, quando non giorni, titoli che meriterebbero protezione e attenzione.

In ogni caso, il numero notevole di partecipanti – così diversi per età, formazione, gusti e disgusti – rende la classifica particolarmente autorevole. Ognuno ha i suoi innamoramenti e le sue idiosincrasie, ma sui grandi numeri emergono inevitabilmente i grandi film.

1. Neruda di Pablo Larraín 23 c. (174 p.)

2. Il figlio di Saul di László Nemes 19 c. (139 p.)

3. Paterson di Jim Jarmusch 17 c. (116 p.)

4. The Assassin di Hou Hsiao-Hsien 16 c. (89 p.)

5. Tutti vogliono qualcosa di Richard Linklater 14 c. (95 p.)

6. The Hateful Eight di Quentin Tarantino 14 c. (52 p.)

7. Il club di Pablo Larraín 12 c. (77 p.)

8. Sully di Clint Eastwood 11 c. (62 p.)

9. Le mille e una notte – Arabian Nights di Miguel Gomes 11 c. (44 p.)

10. Al di là delle montagne di Jia Zhangke 9 c. (72 p.)

 

11. Carol di Todd Hayness 9 c. (58 punti)

12. Ave, Cesare! di Joel e Ethan Coen 8 c. (42 p.)

13. It Follows di David Robert Mitchell 8 c. (36 p.)

14. The Neon Demon di Nicholas Winding Refn 6 c. (31 p.) e Julieta di Pedro Almodóvar 6 c. (31 p.)

16. 1981: indagine a New York di J.C. Chandor 6 c. (17 p.)

17. Un padre, una figlia di Cristian Mungiu 6 c. (40 p.)

18. Frantz di François Ozon 6 c. (15 p.) e The VVitch di Robert Eggers 6 c. (15 p.)

20. Weekend di Andrew Haigh 5 c. (29 p.)

figlio di saul

5 citazioni:
Il cittadino illustre di Gastón Duprat e Mariano Coh (27 p.), Fai bei sogni di Marco Bellocchio (21 p.), Il clan di Pablo Trapero (18 p.), Io, Daniel Blake di Ken Loach (10 p.)

4 citazioni:
Revenant – Redivivo di Alejandro González Iñárritu (25 p.), Nostalgia della luce di Patricio Guzmán (23 p.), La ragazza senza nome di Luc e Jean-Pierre Dardenne (15 p.), La grande scommessa di Adam McKay (13 p.), El abrazo dela serpiente di Ciro Guerra (11 p.), La canzone del mare di Tomm Moore (10 p.)

3 citazioni:
Cavallo Denaro di Pedro Costa (24 p.), Animali notturni di Tom Ford (19 p.), Knight of Cups di Terence Malick (19 p.), Quelques heures de printemps di Stéphane Brize(15 p.), Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson (14 p.), Into the Inferno di Werner Herzog (14 p.), Jauja di Lisandro Alonso (14 p.), Little Sister di Hirokazu Kore’eda (4 p.), È solo la fine del mondo di Xavier Dolan (13 p.), I miei giorni più belli di Arnaud Desplechin (12 p.), Café Society di Woody Allen (11 p.), Steve Jobs di Danny Boyle (11 p.), Fuocoammare di Gianfranco Rosi (10 p.), Fiore di Claudio Giovannesi (9 p.), La corte di Christian Vincent (8 p.), La mia vita da zucchina di Claude Barras (6 p.), La pazza gioia di Paolo Virzì (4 p.)

2 citazioni:
La memoria dell’acqua di Patricio Guzmán (13 p.), Figli dell’uragano di Lav Diaz (12 p.), Loro di Napoli di Pierfrancesco Li Donni (12 p.), Güeros di Alonso Ruizpalacios (10 p.), La macchinazione di David Grieco (10 p.), Brooklyn di John Crowley (8 p.), Aquarius di Kleber Mendonça Filho (3 p.), Spira Mirabilis di Martina Parenti e Antonio D’Adinolfi (2 p.), Il condominio dei cuori infranti di Samuel Benchetrit,(2 p.), Veloce come il vento di Matteo Rovere (2 p.), One More Time with Feeling di Andrew Dmonik (2 p.), Room di Lenny Abrahamson (8 p.), Jason Bourne di Paul Greengrass (2 p.).

1 citazione:
Kommunisten di Jean-Marie Straub (9 p.), Ti guardo di Lorenzo Vigas (9 p.), Land of Mine – Sotto la sabbia di Martin Zandvliet (7 p.), Il caso Spotlight di Todd McCarthy (6 p.), Cosmos di Andrzej Zulawski (6 p.), Carmin tropical di Rigoberto Perezcano (5 p.), Deadpool di Tim Miller (5 p.), Microbo & Gasolina di Michel Gondry (4 p.), Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (4 p.), Rara. Una strana famiglia di Pepa San Martin(4 p.), Mistress America di Noah Baumbach (3 p.), Remember di Atom Egoyan (3 p.), Tangerine di Sean Baker (3 p.), Agnus Dei di Anne Fontaine (2 p.), Indivisibili di Edoardo De Angelis (2 p.), La vita possibile di Ivano Di Matteo (2 p.), Liberami di Federica Di Giacomo (1 p.), Love and Mercy di Bill Pohlad (1 p.), Sole alto di Dalibor Matanić (1 p.), In guerra per amore di PIF (1 p.), La ragazza Carla di Elio Pagliarani (1 p.), Behemoth di Zhao Liang (1 p.), Captain America: Civil War di Anthony e Joe Russo (1 p.), Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti (1 p.), Mia madre fa l’attrice di Mario Balsamo (1 p.), Quo vado? di Gennaro Nunziante (1 p.), Laurence Anyways di Xavier Dolan (1 p.), Yo-Yo Ma e i musicisti della via della seta di Morgan Neville (1 p.), Ma Loute di Bruno Dumont (1 p.), La pelle dell’orso di Marco Segato (1 p).

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