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Pericolo incendi, i Comuni della Presolana ripensano al divieto di botti

La Regione ha lanciato l'allarme per possibili roghi sulle Prealpi centrali a causa delle condizioni climatiche e i Comuni dell'Unione della Presolana, che già lo scorso anno presero seri provvedimenti preventivi, potrebbero tornare a vietare i botti.

È scattata alla mezzanotte di martedì 27 dicembre la moderata criticità (codice arancio) per rischio incendi boschivi su Alpi, Prealpi centrali e orientali: un allarme lanciato dalla Sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia a causa dela persistenza, in questi giorni, di condizioni meteorologiche favorevoli all’innesco e alla propagazione dei roghi, ovvero temperature più elevate rispetto alle medie del periodo, siccità e vento forte.

Un tema su cui sono molto sensibili i sindaci delle Valli bergamasche, già in prima linea lo scorso anno quando un incendio in particolare devastò un’area di 20 ettari tra tra Gromo, Valgoglio e Gandellino.

E anche quest’anno i Comuni dell’Unione della Presolana potrebbero fermare fuochi d’artificio, petardi, mortaretti, razzi e altri artifici pirotecnici, così come 12 mesi fa quando il comandante della Polizia Locale Salvatore Police, Castione della Presolana, Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo emanarono un’ordinanza motivata dall’eccezionale siccità di boschi e pascoli che rappresentava terreno fertile per il divampare degli incendi.

Allora le limitazioni iniziarono il 29 dicembre e furono estese fino al 6 gennaio 2016, con multe dai 25 ai 500 euro per i trasgressori.

Quest’anno, probabilmente, i Comuni si muoveranno in piena autonomia rispetto al tema ma, considerato il riproporsi delle medesime condizioni climatiche e la già citata sensibilità, la sensazione è che la maggior parte delle amministrazioni possa riproporre la stessa ordinanza.

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