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Il fondo Clessidra di Carlo Pesenti vende ai cinesi i gioielli Buccellati foto

Il fondo Clessidra, di cui è presidente dal settembre 2016 Carlo Pesenti, ha venduto Buccellati ai cinesi di Gangtai.

Il fondo Clessidra, di cui è presidente dal settembre 2016 Carlo Pesenti, ha venduto Buccellati ai cinesi di Gangtai. Buccellati, azienda fondata nel 1919, è tra i nomi più prestigiosi e conosciuti dell’orificeria, dei gioielli ma anche del settore orologi di lusso.

Dal 2013 era finita sotto il controllo del fondo di investimento Clessidra, fondato dall’ex manager Fininvest Claudio Sposito (ora scomparso) e che dal settembre scorso è guidato da Carlo Pesenti.

L’operazione vede la cordata italiana (Clessidra al 67%, la famiglia Bucellati al 33%), cedere complessivamente l’85% delle quote azionarie al gruppo cinese Gansu Gangtai Holding: quotato alla Borsa di Shanghai, è un gruppo specializzato nella vendita retail di gioielli, anche attraverso una piattaforma on line e che possiede anche una società mineraria, specializzata nel settore dell’estrazione dell’oro. Nell’ultimo trimestre ha annunciato 377 milioni di fatturato e 5,9 milioni di utile.

Uno dei motivi che hanno portato alla vendita, potrebbe essere l’aver mancato l’obiettivo di fare di Buccellati un marchio globale e ancora più diffuso di come lo sia ora. Una nuova alleanza internazionale potrebbe portare a questo risultato, oltre che aprire le porte al mercato della nuova classe borghese in Cina.

La famiglia Buccellati rimarrà nel capitale con un piccola quota e continuerà a gestire la società, la cui base operativa principale resterà in Italia. Così come non verrà modificata la stretegia industriale, che rimane rivolta a una fascia alta di consumatori.

A quanto riferiscono fonti finanziare, l’offerta era di quelle che non si potevano rifiutare. Il valore dell’enterprise value della società sarebbe stato fissato in 270 milioni, l’equity value sarebbe di 230 milioni di euro. In sostanza, l’azienda è stata pagata 6,6 volte il fatturato, una cifra che costituisce una sorta di record per le aziende del settore gioielleria.

Clessidra aveva debuttato nel comparto del lusso nel 2013 rilevando la maggioranza di Buccellati con un investimento di 80 milioni. Una somma che è servita a dotare l’azienda delle risorse con cui sbarcare in Asia rafforzando la sua presenza a livello internazionale.

Recentemente, alla domanda: “Quale ingrediente manca a Clessidra che Italmobiliare può dargli?” Carlo Pesenti aveva risposto: “Noi lavoriamo da sempre in quattro continenti, pertanto abbiamo maturato una discreta esperienza internazionale. Inoltre in Clessidra ci sono ottimi professionisti – che sono felice abbiamo deciso di restare nel nuovo corso – ma stiamo parlando di una squadra di otto persone che gestisce un portafoglio importante di aziende. Credo che si possa fare di più sulle risorse umane e sul risk management. Detto questo Clessidra e Italmobiliare lavoreranno in modo indipendente, con il private equity focalizzato sulle aziende italiane e la holding che invece punta a rivolgersi più a gruppi di matrice europea e con maggiori dimensioni”.

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