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Che questo Natale sia un grande telo capace di asciugare le lacrime

Il nostro opinionista Beppe Crespolini in atmosfera natalizia (ma non troppo): auguro a tutti coloro che creano dolore, morte, fame, disperazione, diseguaglianze gigantesche e malattie, di sparire nel nulla, in silenzio.

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È notte fonda e non riesco a prendere sonno. Tanti pensieri mi passano per la mente, troppi. Le immagini si sovrappongono e si confondono passando velocemente come sequenze impazzite di volti, eventi, voci e note. Tanti di questi volti li conosco, tanti altri no, ma sento di aver avuto qualche contatto con tutti loro nella mia vita. Intanto, un disco di dolcissime note, i notturni di Chopin, mi fa sentire meno perso tra tutta quella gente. La musica è un’amica che da sempre adoro e che mi sta accanto tutti i giorni, discreta, commovente, dolce, talora impetuosa e sempre evocatrice.

Tra i volti sfilati nella mente durante l’attesa del sonno, uno, in particolare, mi ha colpito. È un re orientale che in groppa al suo cammello, segue una stella luminosa che sembra indicare un punto particolare. Immediatamente ricollego l’immagine al Natale.

Eh sì, è di nuovo Natale, mi dico. Ed è di nuovo un Natale carico di problemi.

La tenerezza che inducono nel cuore le atmosfere natalizie ha sempre avuto un po’ il sapore amaro della malinconia. Sono forse un po’ troppo melanconico, forse anche un po’ retrò, ma il mio pensiero va a tante, troppe situazioni irrisolte e tragiche, non solo in Italia e mi sento quasi in colpa perché sono al caldo, ho di che accontentare la gola, posso fare un viaggetto in qualche località amena, in poche parole, non sto male.

E penso che, al di là delle ore che ci separano per via dei differenti fusi orari, il Natale sta arrivando in tutto il mondo e che a Natale ci si scambia l’augurio che sia un buon Natale.

Per cui, fedele alla tradizione nella quale sono cresciuto, anch’io voglio fare gli auguri a tante persone, conscio che, comunque, ne dimenticherò tante alle quali chiedo scusa da subito.

Buon Natale, innanzitutto, a tutti i lettori di BergamoNews.

Buon Natale a tutti coloro che non avranno un Natale sereno per tanti e diversi motivi.

Buon Natale a tutti coloro che trascorreranno il Natale in qualche corsia d’ospedale e anche ai medici che in questi giorni di festa li assisteranno.

Buon Natale a tutte quelle mani tese per chiedere qualcosa che aiuti a rendere meno freddo questo periodo e a tutti coloro che non avendo altro che lo sguardo per ammirare le belle cose esposte nelle vetrine, possono solo trafiggerle con gli occhi gonfi di desiderio.

Auguri a chi non ha nessun pane da spezzare, a coloro che vivono nei campi profughi e nelle tendopoli, a coloro che scrutano il cielo pregando che nessuna stella cadente armata di morte e lanciata da qualche drone colpisca la loro casa, i loro affetti e semini morte nei giorni in cui si festeggia la vita che nasce.

E se in qualche paese non c’è acqua, che la stella ne faccia cadere dal cielo un po’, per togliere l’arsura dalle bocche di tanta gente.

Auguri alle persone di ogni colore e fede perché un augurio e una stretta di mano fanno bene anche a coloro che credono che nel cielo volino solo aerei e che di notte si accendono le stelle perché così deve accadere.

Vorrei che questo Natale fosse un grande telo capace di asciugare le lacrime di milioni di persone che piangono per i disastri che le guerre, le dittature e le carestie stanno seminando nei loro paesi.

Sarebbe fantastico guardare il cielo nero, trapuntato di stelle, lasciandosi invadere dalla commozione che tanta semplice bellezza infonde nelle persone semplici e buone, senza che la dolcezza di quel momento venga turbata da problemi o da necessità che non potranno essere soddisfatte.

Auguri anche ai governanti onesti, a coloro che hanno il dominio delle nazioni perché in queste notti particolari pensino ai veri bisogni della gente che da loro si aspetta bene e serenità.

Che cadano le frontiere mentali e che tutti ci si abbracci sotto l’unica bandiera che rappresenta il mondo: la bandiera della pace, della fratellanza, del diritto al cibo e alle cure, alla vita.

E che le contese tra innamorati non finiscano mai più nel sangue. Il sangue sporca qualsiasi sentimento, perfino l’odio. Scorre nelle vene per far vivere, per far amare e, talvolta, anche nei corpi di coloro che si stanno lasciando, quando non si comprendono più e non c’è più spazio al dialogo e ai sentimenti.

Ed ecco che rimetto i piedi in terra ed auguro a tutti coloro che creano dolore, morte, fame, disperazione, diseguaglianze gigantesche e malattie, di sparire nel nulla, in silenzio, in modo che la pace e la gioia che solo la giustizia e l’onestà possono dare, regnino sovrane, in un tempo dedicato alla dolcezza, all’amore e alla vita e che, al contrario sa di ingiustizia e di morte.

In ogni bimbo che nasce vive il seme della speranza in un mondo migliore e nulla ha più valore della vita in quanto tale. Che non siano più il colore, un’etnia, una religione o una cultura diversa a dividere il mondo.

Che nella notte dello stupore universale nella quale il re sul cammello ha trovato un tenero bimbo in fasce, quel bimbo che parlerà d’amore e di conciliazione, il mondo inizi a riconsiderare valori e teorie in modo diverso, perché se le buone idee e le nuove invenzioni che ne conseguono soddisfano pochi e affliggono molti, è bene che restino nei cassetti e che il tempo le condanni all’oblio.

E per chiudere, voglio citarvi come augurio, il pensiero di un grande poeta mal interpretato e spesso frainteso da molti anche in Italia: Ezra Pound.

“Rendi forti i vecchi sogni

Perché questo nostro mondo non perda coraggio

A lume spento”

Per cui, quando anche la luce della stella sarà scomparsa e nelle case il lume sarà spento, continuiamo a chiedere al cielo di rendere forti i vecchi sogni ancora irrealizzati, per far sì che il coraggio di crescere nel bene rimanga ancorato a questo mondo.

Buon Natale a tutti

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