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Foppa, è una fase involutiva: il tecnico Lavarini ci riporti la corazzata di novembre

Prosegue la fase zoppicante del campionato della Foppapedretti che non vince e convince nella stessa partita ormai dalla trasferta di Modena di un mese fa. Partita che, a dire il vero, era stata preceduta anche dal ko casalingo contro Busto, il primo stagionale.

Va sicuramente sottolineato che, ad eccezione della Supercoppa (ma perdere a Conegliano in una partita secca ci sta), si tratta di un periodo non decisivo della stagione. Iniziano a preoccupare però le lacune che stanno emergendo, i troppi alti e bassi nel corso del match e in generale una fase involutiva dal punto di vista del gioco. Ad approfittare questa volta della prestazione sottotono della squadra è stata così la Neruda Bolzano, uscita sconfitta solo al tie-break al termine di una partita deludente sotto il profilo del gioco da parte delle rossoblù, salvate solo dall’ennesima prestazione superba di Skowronska (37 punti a referto). Dopo il quasi regalo a Monza e il punto regalato al Club Italia le rossoblù hanno così lasciato per strada un altro punto, mantenendo comunque la seconda posizione in classifica dietro a Casalmaggiore, appaiate proprio con Conegliano, prossimo avversario in un vero e proprio spareggio nell’ultima di andata.

FASE INVOLUTIVA – Ma cosa abbiamo visto in campo domenica scorsa? Se la ricezione tutto sommato si mantiene su buoni livelli, sono gli altri fondamentali ad evidenziare delle pecche vistose: si mura poco, si attacca solo su palle spinte con schiacciatrici di schema (manca un martellone di palla alta, ma si sapeva) e troppo poco al centro, si serve con percentuali di errore bassissime ma senza creare veri problemi alle avversarie: i 46 attacchi dal centro di Bauer e Zambelli contro Bolzano sono eloquenti di quanto loro abbiano potuto ricevere senza affanni. Domenica poi si è visto quanto pesi l’assenza di Lo Bianco, tenuta precauzionalmente ancora a riposo come nel turno precedente: Mori ancora non è pronta per tenere il campo da titolare per cinque set in una squadra che punta al vertice anche se concederle minutaggio è doveroso per poterne finalmente valutare limiti e qualità. Stupisce piuttosto come Gennari ancora non si sia ripresa il posto da titolare e la sensazione è che continuando a puntare su Partenio (che comunque la sua parte la fa sia ben inteso) non si riuscirà più a recuperarla con il rischio di vederla partire a fine stagione. Lo stesso discorso vale per Cardullo: vederla in panchina è una stretta al cuore.

COSA SALVARE – Rimangono comunque i due punti incamerati grazie all’immensa classe di Skowronska, capace di mettere a terra anche palle sbilenche grazie ad una manualità e ad un’intelligenza da fuoriclasse. Bene anche Paggi, chiamata in causa per Popovic alle prese con problemi ad una spalla. Discreta la prova di Guiggi, altalenante quella di Sylla. In generale la squadra andrà rivista nell’anno nuovo, quando arriveranno le partite da dentro o fuori in coppa Italia e poi il girone di ritorno, in cui iniziare a costruire i playoff. Negli anni, non ultimo quello appena trascorso, abbiamo imparato a vedere e apprezzare una Foppa trasformata in poco tempo. Le qualità dell’organico sono evidenti e non sono quelle espresse nell’ultimo mese ma nelle prime quattro partite. Si tratta solo di ritrovare quella squadra: questione di preparazione, di acciacchi, di periodo poco brillante. Lavarini e il suo staff sicuramente prenderanno i dovuti accorgimenti.

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