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Delitti del Gaudio e Roveri, modalità simili: “Ma non parliamo di serial killer” fotogallery video

Due donne uccise all'interno della propria abitazione con una coltellata al collo, ma gli inquirenti al momento escludono collegamenti tra gli omicidi di Gianna del Gaudio e Daniela Roveri

Due donne uccise all’interno della propria abitazione con una coltellata al collo. Sono simili le modalità dei delitti di Gianna del Gaudio e Daniela Roveri, le donne ammazzate a Seriate e a Colognola, ma gli inquirenti al momento escludono collegamenti tra i due casi.

Gianna del Gaudio, insegnate in pensione di 63 anni, è stata sgozzata all’interno della villetta di Seriate in cui viveva con il marito Antonio Tizzani, ex ferroviere di 68 anni, unico indagato (a piede libero) per l’omicidio avvenuto nella notte tra il 26 e 27 agosto.

L’uomo, difeso dall’avvocato Giovanna Agnelli, dal primo giorno continua a ribadire la propria versione dei fatti: dopo essere uscito a bagnare le piante, avrebbe ritrovato la moglie a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si sarebbe introdotto in casa e avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire proprio dopo averlo visto rientrare.

Una pista che comunque non ha mai trovato riscontri dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di sorveglianza della zona, che non hanno ripreso nessuno fuggire dalla zona della villetta.

Una ricostruzione simile a quella degli inquirenti per il delitto di Daniela Roveri, la manager aziendale di 48 anni trovata morta nella serata di martedì 20 dicembre nell’androne del palazzo in cui viveva, in via Keplero 11 a Colognola.

Da quanto è emerso anche la 48enne è stata uccisa con una coltellata al collo da una persona che l’ha raggiunta all’ingresso della palazzina ed è poi fuggito. Per chiarire come siano andate le cose, è in programma l’autopsia, oltre agli interrogatori di familiari e conoscenti, tra i quali ci sarebbe anche un uomo con cui la vittima avrebbe avuto una relazione.

Delitti simili quelli della del Gaudio e della Roveri, ma che secondo gli inquirenti non possono essere collegati tra loro. “È vero, le donne sembra siano state uccise nello stesso modo, ma al momento escludo totalmente un possibile collegamento”, spiega il procuratore Walter Mapelli.

Sulla stessa linea il questore di Bergamo, Girolamo Fabiano: “Non abbiamo nemmeno preso in considerazione questa ipotesi. Non può essere stata la stessa persona a uccidere le due povere donne. Bergamo e la Bergamasca, a parte episodi sporadici, sono zone sicure e non c’è nessuno che va in giro ad ammazzare persone in modo seriale”.

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