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Verde urbano, Bergamo è “maglia rosa” in Lombardia

Verde urbano, Bergamo è “maglia rosa” in Lombardia per l’aumento della superficie pro capite. Non ha solo funzione estetica ma combatte anche le polveri sottili.

Mentre a Bergamo resta alta l’attenzione per le polveri sottili che nel 2016 hanno più volte superato i livelli di guardia, Coldiretti Bergamo sottolinea come il verde in città sia importante per contrastare l’inquinamento in modo naturale e che quindi sia necessario moltiplicare gli sforzi per continuare a migliorare questo aspetto e con esso la qualità della vita dei cittadini.

I risultati ottenuti negli ultimi anni fanno ben sperare, anche se la strada da percorrere è ancora lunga. Secondo i dati Istat, tra i capoluoghi lombardi, Bergamo è la città che pur avendo una disponibilità pro capite di verde urbano non ottimale (con i suoi 18,4 mq è solo terzultima), negli ultimi quattro anni ha dimostrato di voler recuperare facendo registrare l’incremento maggiore.

Ogni cittadino di Bergamo nel 2011 poteva godere di 15,2 mq di verde, mentre nel 2014 questa superficie è passata a 18,4 mq (+ 3,2 mq).

La superficie pro capite di verde urbano è aumentato anche a Pavia, dove nel 2011 era di 38,4 mq e nel 2014 è passata a 39,5 (+1,1 mq), e a Brescia, dove nel 2011 era di 28,9 mq e nel 2014 è passata a 29,5 (+0.6 mq). Ha fatto registrare una modesta crescita anche Varese, dove il verde urbano pro capite nel 2011 era di 18,4 mq e nel 2014 è passato a 18,5 (+0,1mq),

Meno positivo è invece il bilancio per le altre città. A Sondrio nel 2011 il verde urbano pro capite era di 316,00 mq e nel 2014 è passato a 312,4 (- 3,6 mq), a Como nel 2011 era di 71,5 mq e nel 2014 è passato 69,0 (- 2,5 mq), a Monza nel 2011 era di 69,4 mq e nel 2014 è passato a 67,9 (-1,5 mq), a Lodi nel 2011 era di 48,2 mq e nel 2014 è passato a 46,8 (-1,4 mq), a Cremona nel 2011 era di 31,9 mq e nel 2014 è passato a 31,2 (- 0,7 mq), a Mantova nel 2011 era di 50,6 mq e nel 214 è passato a 50,1 (- 0,5 mq), a Lecco nel 2011 era di 14,6 mq e nel 2014 è passato a 14,1 (- 0.5 mq), a Milano nel 2011 era di 17,6 mq e nel 2014 è passato a 17,2 (- 0,4 mq).

“Bergamo è una bellissima città – sottolinea la Coldiretti provinciale – purtroppo è spesso soffocata dalle polveri sottili. Un contributo alla soluzione di questa problematica può certamente venire da una maggiore sensibilità verso il ruolo degli spazi verdi, facendoli diventare sempre più parte integrante del modello di sviluppo urbano, affidandosi a dei professionisti per la loro creazione e gestione”.

Oltre a svolgere funzioni di tipo estetico, gli alberi e il verde in generale concorrono all’eliminazione delle polveri e degli inquinanti gassosi, al miglioramento del microclima attraverso l’ombreggiamento e l’emissione di imponenti volumi di vapore acqueo, alla riduzione dei rumori e alla protezione del suolo.

“Aumentare il numero degli alberi .– prosegue Coldiretti Bergamo – è ad esempio una possibile soluzione anti inquinamento da adottare. Secondo il CNR, una pianta adulta nell’arco di dodici mesi soddisfa il fabbisogno di ossigeno di 10 persone ed è in grado di assorbire dai 20 ai 50 chili di anidride carbonica, a seconda della specie. Le varietà più “mangia smog” sono i larici, i cipressi, i salici, i pioppi, le betulle, i tigli, gli ontani e gli aceri”.

Coldiretti Bergamo evidenzia che incentivare le aree verdi in città vuol dire guardare in prospettiva al costante miglioramento della qualità dell’aria che si respira, un obiettivo particolarmente significativo visto che l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha lanciato l’allarme sulla concentrazione media di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera che ha raggiunto il traguardo di 400 parti per milione (ppm) nel 2015, sulla base della banca dati del Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva le temperature sul pianeta dal 1880.

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