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“Persona molto seria e riservata, chi ha potuto ammazzare Daniela in quel modo?” fotogallery video

Daniela Roveri, la donna di 48 anni uccisa martedì 20 dicembre in una palazzina di Colognola, viene descritta da tutti quelli che la conoscevano come una persona "seria e riservata"

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Daniela Roveri, la donna di 48 anni uccisa martedì 20 dicembre in una palazzina di Colognola, alle porte di Bergamo, viene descritta da tutti quelli che la conoscevano come una persona “seria e riservata”. Non fanno eccezione i colleghi di lavoro.

Alcuni di loro hanno appreso la tragica notizia della sua morte la mattina seguente l’omicidio, soltanto dopo avere varcato i cancelli della Icra S.p.a. di San Paolo d’Argon, l’azienda specializzata nella produzione di materiale refrattario. Daniela alla Icra lavorava da circa 20 anni in qualità di responsabile della contabilità. E prima di lei, in questa ditta la madre aveva ricoperto diversi incarichi.

“Siamo sconvolti per quanto accaduto, qui il clima è surreale“, ripetono i pochi colleghi della Roveri che accettano di parlare. Alcuni operai la descrivono come una donna “silenziosa, a modo e professionalmente competente”, anche se dicono di non conoscerla molto bene visto che passava molto tempo negli uffici. Sono gli stessi che raccontano di aver visto i collaboratori più stretti della vittima scoppiare in lacrime all’interno dello stabile in via Lioni 8.

All’esterno dell’azienda, invece, situata nell’area industriale di San Paolo d’Argon, c’è solamente il rumore dei camion in transito a spezzare il silenzio. Nessun commento, fino ad ora, è trapelato dai vertici aziendali.

Icra S.p.a. a San Paolo d'Argon

Anche all’interno della palestra che Daniela Roveri frequentava, “Il Club” di Azzano San Paolo, il clima è mesto. La donna era iscritta da diversi anni e spesso in pausa pranzo raggiungeva il centro per partecipare al corso di spinning.

Il giorno dopo il delitto in pochi hanno voglia di parlare. E chi lo fa preferisce non farsi riprendere. Come uno degli istruttori di sala, il quale racconta solo che la vedeva spesso e che “Daniela era una persona seria e riservata, che si recava in palestra solamente per allenarsi e senza dare confidenza agli altri frequentatori”.

palestra daniela

Un rapporto più stretto, Daniela Roveri, lo aveva invece con la segretaria all’ingresso del centro, una donna della sua età.

“Sono venuta a saperlo stamattina sentendo la notizia alla radio – racconta ancora scossa – quando ho sentito il suo nome non volevo crederci, speravo si trattasse di un caso di omonimia. Sono crollata. Non riesco a immaginare chi possa averla uccisa in quel modo.

Era una bravissima persona. Amava molto viaggiare, spesso in compagnia della nipote alla quale era molto legata. Era da dieci giorni che non la vedevamo qui. Strano, non era mai mancata per così tanto tempo”.

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