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I bergamaschi non rinunciano a pranzo di Natale e cena del 31: previsto tutto esaurito

Pranzo di Natale e cena dell'ultimo dell'anno sembrano appuntamenti irrinunciabili per i bergamaschi, con i ristoranti che si avviano verso il pienone: chi trascorrerà le festività in casa non rinuncerà al cibo di qualità mentre sono in sofferenza i settori dell'abbigliamento e delle calzature.

Nonostante i problemi economici i bergamaschi non rinunceranno alle tradizioni e al buon cibo: sulle tavole non mancheranno i prodotti di qualità mentre i ristoranti vanno verso il tutto esaurito nei due appuntamenti clou di fine anno, il pranzo di Natale e la cena del 31.

“Una previsione che, però, deve tenere conto del fatto che le due ricorrenze, quest’anno abbiano la particolarità di cadere di domenica e di sabato – sottolinea il direttore di Ascom Bergamo Oscar Fusini – Sono giornate che solitamente registrano già buone presenze, quindi i nostri ristoratori ci perdono qualcosa in questa coincidenza”.

Le ultime indicazioni rendono ottimisti i ristoratori, con la conferma della buona propensione all’uscire a pranzo e a cena che potrebbe garantire ottime entrate anche per la vigilia quando Bergamo dirà la sua dal punto di vista della presenza turistica.

“Riguardo alle presenze non è un momento proprio d’oro – aggiunge però Fusini – L’anno è stato senza dubbio positivo ma l’assenza di neve nelle Valli sta giocando un ruolo decisivo in negativo in questo periodo. Anche la città mi sento di dire che è al di sotto dei livelli ottimi fatti registrare durante il resto del 2016”.

Anche per chi ha in programma di passare le festività in casa l’elemento della qualità sarà prioritario: “Le ultime due settimane di dicembre sono molto buone per i consumi alimentari ed è negli ultimi 10 giorni del mese che si gioca la partita decisiva. Ci aspettiamo una tenuta dei prodotti alimentari perchè alla qualità di ciò che finisce sulla tavola il bergamasco non rinuncia. Rispetto alla primavera si registra una lievissima contrazione dei consumi ma la categoria tiene”.

Il direttore di Ascom Bergamo conferma poi quanto evidenziato dall’analisi dell’Ufficio studi di Confcommercio, secondo cui i soldi in più che le famiglie si ritroveranno in busta paga con la tredicesima verranno usati solo in minima parte per i regali di Natale: “E’ una tendenza che riscontriamo anche a Bergamo – ribadisce Fusini – Queste sono settimane di lavoro febbrile per il commercio ma fanno seguito a un inizio di dicembre che non si può definire positivo, al quale non riusciranno a rimediare. In particolare hanno sofferto abbigliamento e calzature, settori portanti dello shopping pre-natalizio, che da nostre stime hanno perso tra il 7 e il 10%. Ovviamente più si avvicinano i saldi e più si riducono le possibilità di recupero”.

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