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Botti di capodanno, la polizia fa scuola: “Ecco come divertirsi in sicurezza” foto

Il vice questore e capo del commissariato di Polizia di Treviglio Angelo Lino Murtas impegnato in una serie di interventi di sensibilizzazione e informazione rivolta ai ragazzi degli istituti superiori, finalizzata ad arginare il fenomeno degli incidenti di capodanno

Era da poco scoccata la mezzanotte quando una fitta alla spalla lo colpì all’improvviso. Nessuna ferita e nemmeno una goccia di sangue a macchiargli la camicia: solo un ematoma e un inquietante proiettile rinvenuto a terra. La mancata vittima era un allora 40enne di Treviglio che stava festeggiando l’arrivo dell’anno nuovo in compagnia di alcuni amici. All’interno del locale scatta l’allarme, poi sul posto arriva una volante della Polizia. I festeggiamenti vengono sospesi, al loro posto subentrano controlli e perlustrazioni. Era il l’1 gennaio 2015 e in un ristorante della Bassa si era appena sfiorata la tragedia.

Quell’episodio lo ricorda bene il vice questore e capo del commissariato di Polizia di Treviglio Angelo Lino Murtas, che anche quest’anno si è fatto promotore di una serie di interventi di sensibilizzazione e informazione rivolta ai ragazzi degli istituti superiori e finalizzata ad arginare il fenomeno degli incidenti di capodanno. Soprattutto quelli connessi all’uso dei cosiddetti “botti” – siano essi legali o illegali – e all’uso improprio delle armi da fuoco. Proprio come nel caso sopra riportato, dove il proiettile vagante aveva fortunatamente incontrato la tensostruttura del locale – perdendo così di velocità – prima di impattare la spalla dell’uomo.

Nella mattinata di martedì 20 dicembre il vice questore ha illustrato agli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Guglielmo Marconi di Dalmine le norme che disciplinano la vendita e l’uso dei fuochi pirotecnici ai fini della sicurezza, spiegando quali sono i rischi legati all’uso incauto di materiale pirotecnico. Ai ragazzi sono state proiettate foto che insieme alle parole hanno illustrato le conseguenze derivanti dall’uso improprio dei fuochi d’artificio, che possono produrre lesioni gravi come ustioni al viso e mani oltre a danni alla vista.

Il commissario ha sciorinato tutta una serie di accorgimenti utili a passare il capodanno in sicurezza. Come “non usare nel modo più assoluto artifizi pirotecnici proibiti”. Per riconoscerli, dopo tutto, basta un po’ di spirito di osservazione: “non hanno indicato né il nome del produttore, né dell’importatore, né tantomeno il marchio CE”, spiega Murtas. Che ha poi esortato gli alunni a “evitare di acquistare “botti” venduti a basso costo e senza etichette che spesso manifestano deflagrazioni anticipate”. E, ovviamente, di “non raccogliere i botti inesplosi per strada per poi tentare di accenderli, poiché potrebbero attivarsi improvvisamente e causare danni gravissimi”. Anzi, in caso di rinvenimento di fuochi inesplosi per terra bisogna “allontanarsi  e segnalare la presenza alle forze di polizia per l’intervento di personale specializzato”. E, anche se può sembrare scontato, è fondamentale “sapere dove lanciare il petardo ancor prima di accenderlo, invitando tutti i presenti a mantenere le distanze”.

Il vice questore ha poi spiegato che esistono diverse categorie di fuochi d’artificio, classificate in base al contenuto esplosivo netto. Si va dai ‘pesi leggeri’ della categoria F1 (accessibili dai 14 anni in su) a quelli massimi della categoria p2 (articoli pirotecnici maneggiabili solo entrando in possesso di particolari licenze).

Dagli apparentemente innocui miniciccioli si passa presto ad altre tipologie di petardo, come i raudi: “Un ragazzo ebbe la brillante idea di infilarne uno in un water – racconta -. Ricordo ancora i mille pezzi di ceramica sparsi in giro per la toilette del locale. Piuttosto, sparateli all’aperto”. Qualche anno fa, poi, “giravano il ‘Pallone di Maradona’ e la ‘Bomba di Bin Laden’. Nomi allettanti con i quali vengono illegalmente messi in commercio prodotti pericolosi per la vita umana. Vi sono dei veri e propri ordigni che possono contenere fino a 5 chili di esplosivo”.

Infine, il commissario ha lanciato un appello: “Dai 14 anni si è pienamente responsabili delle proprie azioni. Chi sbaglia paga”, ha detto senza troppi giri di parole agli alunni che ascoltava interessati mentre illustrava loro alcuni reati in materia di armi, munizioni, esplosivi. “Un piccolo momento di euforia non potrà mai giustificare una vita di tristezza e rimpianti”, ha concluso. Del resto, che la prudenza non è mai troppa non lo dice soltanto il vice questore…

Il vice questore Murtas al Marconi di Dalmine

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