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Qui Berlino: “Ci hanno colpito, ma la tolleranza è nel dna di questa città” fotogallery

A parlare è Manuel Lieta, 40 anni, nato a Edolo in Valle Camonica, ma bergamasco d'adozione avendo lavorato per dieci anni nel capoluogo orobico

“Berlino non si ferma. L’apertura e la tolleranza tipiche di questa città sono il vero antidoto alla paura”. A parlare è Manuel Lieta, 40 anni, nato a Edolo in Valle Camonica ma bergamasco d’adozione, avendo lavorato per anni nella nostra città in alcune redazioni giornalistiche.

Lo raggiungiamo al telefono intorno a mezzogiorno. Manuel dice di volersi recare nella Kurfuerstendamm Avenue, vicino alla chiesa intitolata al Kaiser Guglielmo nella parte occidentale della città, zona commerciale e affollata del quartiere di Charlottemburg dove si è consumato l’attentato che è costato alla vita a 12 persone; senza contare le decine di feriti: ben 48. “Ci tengo a vedere la situazione con i miei occhi”, racconta animato da spirito giornalistico (le foto che vedete con fiori e candele sul luogo dell’attentato le ha scattate lui).

L’incubo berlinese si è materializzato lunedì 19 dicembre intorno alle 20 e porta le fattezze di un lungo camion scuro, simile a quello che ha macchiato di sangue le strade di Nizza lo scorso 14 luglio. Un film già visto: il mezzo pesante è corso all’impazzata travolgendo le persone che affollavano il mercatino: “Uno dei tanti che in questi giorni di festa riempiono la città”, racconta Manuel.

A tal proposito c’è chi dice fossero un obiettivo quasi annunciato, dopo che nei giorni scorsi la polizia aveva sventato l’attentato di un ragazzino 12enne che avrebbe tentato di far esplodere una bomba a chiodi nel mercatino di Natale di Ludwigshafen, nel sudovest del Paese: “Con l’inizio del periodo natalizio la città pulula di questi mercatini – racconta Manuel. Ce ne saranno almeno 80 e le bancarelle sono regolarmente prese d’assalto dalla gente e dai turisti”. Da ieri sera la città è blindata: “le forze speciali sono giunte a Berlino da tutta la Germania”.

Manuel vive nel nel quartiere di Friedrichshain, ad est del centro cittadino, a circa 30 minuti di macchina dal luogo dell’attentato. Si è trasferito a metà maggio per motivi di lavoro, e non solo. Nei suoi progetti di vita c’è quello di aprire con la fidanzata Elettra, che si occupa di interior design,  un art-cafè in città: “I fatti, per quanto tragici e spaventosi, non influiranno minimamente sui nostri nostri obiettivi. La città è scioccata ma non è divorata dalla paura. Berlino è troppo intelligente per cadere nella trappola psicologica del terrorismo”.

A meno di 24 ore di distanza dall’attentato, Manuel ha postato su Facebook una citazione dell’ex primo ministro norvegese Jens Stoltenberg: “Siamo scandalizzati per ciò che è successo, ma non potremo mai rinunciare ai nostri valori. La nostra risposta è più democrazia, più trasparenza e più umanità. Saremo lieti di rispondere all’odio con l’amore”.

Manuel Lieta, testimonianza da Berlino

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