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“Il sogno di Fausto e Iaio”, un film firmato da Daniele Biacchessi

Appuntamento interessante stasera presso l'EXSA, l'ex carcere di Sant'Agata (vicolo Sant'Agata 6, a Bergamo): Daniele Biacchessi presenta il suo nuovo film, Il Sogno di Fausto e Iaio.

Appuntamento interessante stasera presso l’EXSA, l’ex carcere di Sant’Agata (vicolo Sant’Agata 6, a Bergamo): Daniele Biacchessi presenta il suo nuovo film, Il Sogno di Fausto e Iaio.

fausto e iaio

Caporedattore di Radio24 – Il Sole 24 Ore, oltre che conduttore radiofonico è anche scrittore e giornalista. Autore di diversi libri, prefazioni ed interventi pubblicati da diversi editori italiani, firma libri d’inchiesta sul terrorismo e fu il primo giornalista a denunciare il dietro le quinte della fuoriuscita di diossina dalla ICMESA di Seveso il 10 luglio 1976.
Vincitore di vari premi come il Premio Cronista 2004/05 per un’inchiesta sul terrorismo islamico o il Premio Raffaele Ciriello nel 2009 per il libro Passione Reporter (edito da Chiarelettere, 2009), lavora anche come autore e regista sia teatrale che cinematografico (vince il Premio Speciale Unesco per lo spettacolo teatrale Aquae Mundi, in collaborazione con il jazzista Gaetano Liguori).

Questo suo ultimo film è stato realizzato a più mani, e in particolare con la regia e l’animazione di Giulio Peranzoni, il quale nasce come vignettista per la sinistra extraparlamentare e lavora nel settore editoriale, in particolare con i libri educativi per ragazzi.

È l’evoluzione di due lavori che lo precedono e che prendono forma grazie al crowdfounding: tramite la piattaforma Becrowdy.com Il Sogno di Fausto e Iaio si realizza finanziato da oltre 600 persone, alle quali erano stati inviati dvd, magliette e libri come ricompensa. La pagina Facebook vanta 10mila likes e le proiezioni sono una trentina in tutta Italia.

Il film parte da una domanda: “dove erano e cosa sono oggi quei 300mila che parteciparono ai funerali di Fausto e Iaio il 22 marzo 1978?”
Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci (Iaio) erano poco più che diciottenni quando, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro, (il 18 marzo 1978, ndr), vennero uccisi con otto colpi di pistola a Milano, in via Mancinelli.

Il film, realizzato con tecniche diverse, che vanno dal teatro al cinema all’utilizzo innovativo di illustrazioni “dal vivo”, in Ldp (Live Digital Painting, ndr), narra lo sgomento e l’emozione derivata da quelle due morti giovani. Ci sono le prime manifestazioni, i funerali e i bigliettini lasciati in via Mancinelli come monito per la memoria. Ci sono le indagini ufficiali e quelle parallele svolte dal giornalista Mauro Brutto, dell’Unità, il quale morì sempre nel 1978 a causa di un inspiegabile incidente.

Questo lavoro collettivo testimonia un forte sentimento ed impegno sociale e civile, nonché artistico, e si fonda sullle pagine del libro di Biacchessi Fausto e Iaio – La Speranza Muore a 18 anni (edito da Baldini Castoldi).

L’autore rivolge il suo film alle nuove generazione per dar voce ad un linguaggio nuovo e davvero importante prova a rispondere a quella sua domanda iniziale: “in molti sono cambiati, altri non si interessano più di politica, ma molti, anche con questo film, hanno voluto appartenere ad un grande progetto collettivo di partecipazione culturale.”

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