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Appello per la Siria, venerdì 23 dicembre presidio a Palafrizzoni

Un Paese martoriato dalla guerra. E una città, Aleppo, teatro di scontri e rappresaglie dove le vittime sono i civili: bambini, donne, anziani. Anche in città una manifestazione per chiedere la pace

Le immagini che arrivano dalla televisione e dai social network ci mostrano un Paese, la Siria, martoriato dalla guerra. E una città, Aleppo, teatro di scontri e rappresaglie in cui le vittime sono i civili: bambini, donne, anziani. Inermi di fronte a tanta distruzione.

“Dopo cinque anni di guerra, con un bilancio spaventoso in termini di vite umane, di profughi e di distruzioni, con bombardamenti che hanno preso di mira persino gli ospedali, il conflitto siriano è ancora ben lontano da una soluzione. Non possiamo più tacere. Già il fatto che la comunità internazionale abbia assistito per anni impotente a questo massacro interpella le nostre coscienze”. Si apre con queste parole l’appello per la Siria avanzato dal Tavolo della Pace di Bergamo, che ha indetto per venerdì 23 dicembre alle 17.30 un presidio a Palazzo Frizzoni volto “a sensibilizzare per quanto possibile la popolazione su una vicenda spesso ignorata o relegata ai margini dai media”, proponendo a “tutte le associazioni e istituzioni cittadine interessate alla questione Siria – e più in generale al tema della pace – di partecipare a un lavoro di confronto e approfondimento sul tema della crisi del movimento per la pace, che si interroghi sul perché di un silenzio durato anni e su cosa significa per noi oggi parlare di pace alla luce di una situazione geopolitica in rapido, continuo e spesso imprevedibile movimento”.

L’evento, lanciato su Facebook, ha già raccolto nel giro di poche ore centinaia di adesioni e condivisioni.

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