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Bergamonews con Amnesty contro la guerra in Siria: “Due cose che puoi fare per Aleppo”

Bergamonews sottoscrive l'appello di Amnesty International: "Due cose che puoi fare per Aleppo". Potete sottoscriverlo anche voi, basta scrivere una mail. Il testo lo trovate nell'articolo, con gli indirizzi ai quali inviarlo. Può sembrare una banalità, ma non lo è, se ognuno di noi si prende l'impegno di non rimanere inerme di fronte a queste tragedie e contestare ai potenti che non staremo a guardare.

Le immagini che arrivano dalla televisione e dai social nelle nostre case vestite a festa per Natale ci mostra un Paese, la Siria, martoriato dalla guerra. Una città, Aleppo, teatro di scontri e rappresaglie in cui le vittime sono i civili: bambini, donne, anziani. Inermi di fronte ad un plotone.

Loredana Poli, assessore al Comune di Bergamo, posta su Facebook l’appello di Amnesty International: “Due cose che puoi fare per Aleppo”.  Un appello che leggiamo e condividiamo in redazione. In fondo è facile, basta scrivere una mail. Il testo lo trovate qui sotto, con gli indirizzi. Può sembrare una banalità, ma non lo è se ognuno di noi si prende l’impegno di non rimanere inerme di fronte a queste tragedie e contestare ai potenti che non staremo a guardare.

IL TESTO DI AMNESTY INTERNATIONAL
 Nelle ultime settimane, mentre le forze governative avanzavano, i civili di Aleppo Est riferivano ad Amnesty International il loro timore di subire rappresaglie. La settimana scorsa le Nazioni Unite hanno denunciato che centinaia di uomini e ragazzi sono scomparsi nelle zone controllate dal governo.

Abbiamo già denunciato il massiccio e sistematico ricorso del governo siriano alla tortura e alle sparizioni forzate contro i civili, atti che costituiscono crimini contro l’umanità. Mentre gli scontri sono ripresi mercoledì 14 novembre nella città siriana di Aleppo già duramente colpita, abbiamo chiesto il dispiegamento di osservatori delle Nazioni Unite per proteggere le migliaia di civili in fuga da potenziali rappresaglie vendicative e altre violazioni dei diritti umani. Pesanti bombardamenti sono stati riscontrati ad Aleppo Est, nonostante il cessate il fuoco concordato martedì 13 novembre per consentire l’evacuazione di decine di migliaia di civili e migliaia di combattenti ribelli.

COSA POSSIAMO FARE? RICHIEDI L’EVACUAZIONE DEI CIVILI DA ALEPPO
In questo momento, le persone ad Aleppo est stanno postando sui social network il proprio addio al mondo mentre le forze governative conquistano il pieno controllo della città. Invece
di garantire ai civili un percorso sicuro che li porti fuori dagli scontri a fuoco, uomini, donne e bambini vengono intrappolati, torturati o uccisi.
Sebbene alcune evacuazioni siano iniziate già ieri mattina, abbiamo bisogno di assicurarci che tutti vengano evacuati in modo sicuro. Ogni secondo conta.

La vita di decine di migliaia di persone è nelle mani dei governi siriano, russo e iraniano. Spendi due minuti della tua vita per chiedere a questi governi di evacuare in totale sicurezza le persone intrappolate lì adesso e che osservatori delle Nazioni Unite siano dispiegati per monitorare le evacuazioni e proteggere le persone da ulteriori violenze.

Invia una email ai seguenti indirizzi utilizzando queste indicazioni:

Titolo email
Evacuate people safely from East Aleppo

Testo dell’email da copiare e spedire
I urgently call on you to:
– Ensure urgent evacuation of civilians and unfettered humanitarian access into East Aleppo so that life-saving aid can reach all those in need;
– Allow UN monitors to be urgently deployed in Aleppo to ensure that civilians and fighters who surrender are protected from execution-style killings, arbitrary detention,
disappearance, torture.
Yours sincerely,

Indirizzi email dei destinatari
Siria
exesec.syria@gmail.com

Iran
Info@mfa.gov.ir
mission.iran@ties.itu.int

Russia
ministry@mid.ru

TWITTER ACTION

twitter_brightSu Twitter sono presenti i profili delle principali autorità coinvolte nel conflitto. I destinatari dell’azione sono:

Siria – Profilo Twitter @Presidency_Sy

Russia – Profilo Twitter @mfa_russia

Iran – Profilo Twitter Ayatollah Seyed Ali Khamenei @khamenei_ir
Messaggi di esempio

Italiano

Chiedo a @Presidency_Sy e @mfa_russia di far entrare gli osservatori Onu ad #Aleppo. Ogni secondo è importante

Non possiamo restare a guardare. Chiediamo a @Presidency_Sy e @mfa_russia di garantire l’evacuazione dei civili da Aleppo

Inglese

#Aleppo “I don’t think I will survive until tomorrow. I lost my home, my land,my friends, my family” @Presidency_Sy @mfa_russia @khamenei_ir

Demand @Presidency_Sy and @mfa_russia allow UN monitors to #Aleppo to prevent execution, detention and arrest of those fleeing

Loredana Poli

IL COMMENTO DELL’ASSESSORE LOREDANA POLI
“Io non ho pace, ma il mio è un moto dell’animo che abita questa parte di mondo nel quale è ostico perfino diffondere l’idea che la facilitazione regolamentata dell’accoglienza è la strada da percorrere, insieme ad un processo macroeconomico di riequilibrio che vedo ancora lontano – afferma Loredana Poli, assessore all’istruzione e allo sport del Comune di Bergamo -. Loro ci muoiono: una città annientata, sistematicamente. Sistematicamente ignorata la necessità di recapitare aiuti (cibo, acqua, medicine) e aprire un corridoio umanitario: il ruolo dell’Europa nel chiedere almeno questi due elementi, se non la fine del vergognoso sterminio di massa, è indebolito dall’interno. La vaghezza delle scelte di politica europea delle migrazioni si riflette nella debolezza internazionale della voce europea. Allora, aderiamo come cittadini e cittadine del mondo all’indicazione di Amnesty International inviando comunicazioni individuali per chiedere che finisca lo strazio della popolazione di Aleppo: della città rimane ben poco ma donne, uomini, bambini che vi sono intrappolati nell’indifferenza della comunità internazionale devono essere messi in salvo”.

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