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A San Siro un punto che dà soddisfazione: l’Atalanta ha ancora tanta benzina

I nerazzurri hanno dimostrato di sapersi rialzare dopo i due ko, di avere ancora fosforo sufficiente per esprimere un buon calcio, quello a cui la squadra di Gasperini ci ha abituato fino ad oggi

La meglio gioventù del campionato italiano nel primo confronto diretto alla fine si annulla. Ma anche un…incontentabile come Gasperini, uno che gioca sempre per vincere, è soddisfatto del punto di San Siro.

Sì, è un buon pareggio. Con un’Atalanta che ha dimostrato di sapersi rialzare dopo i due ko, di avere ancora benzina nelle gambe e fosforo sufficiente per esprimere un buon calcio, quello a cui la squadra di Gasperini ci ha abituato. Così bene che, quando non si prende il massimo, resta un po’ di rammarico. Però, se nell’altro 0-0 di Firenze i viola potevano ringraziare i salvataggi di Astori, con il Milan il pareggio è giusto: per i rossoneri un palo di Antonelli, per i nerazzurri qualche occasione non sfruttata al meglio, come quel contropiede nel finale, tre contro uno che ha ricordato quello (invece) realizzato dall’Udinese. Ma lamentarsi sarebbe come trovare il pelo nell’uovo.

Gasperini ha messo in campo tutti i suoi gioielli di Zingonia, Caldara, Conti, Gagliardini, Kessie, riproponendo Petagna nello stadio che non gli era stato molto amico, nelle sue esperienze rossonere. Beh, la mira non è stata eccezionale, però Romagnoli (uno dei difensori più forti della serie A) ha sudato non poco per fermare l’ariete nerazzurro, un po’ come ai tempi delle sfide nel campionato Primavera tra Milan e Roma.

Certo che l’Atalanta di San Siro non era quella dello Stadium, dove si è presto arresa alla Juve. Ma intanto i bianconeri sono già campioni d’inverno e hanno nove punti più del Milan, non pochissimi. E a Torino c’era una Juve feroce, che ha aggredito l’Atalanta limitandola con le sue stesse armi, del pressing e dell’aggressività. Unite ad una qualità dei singoli che ti consente di risolvere la partita da un momento all’altro, anche se non si chiamano Higuain.

Il Milan non è la Juve, ma non è nemmeno una squadra scarsa come a volte è stata considerata, perché il suo gioco lascia un po’ a desiderare. Ma è anche vero che Montella sta ottenendo più di quello che si prevedeva, anche per questo Milan e Atalanta sono considerate due rivelazioni. Forse perchè è consapevole dei propri limiti, il Milan lotta su ogni palla, con i suoi ragazzi italiani (stavolta senza Locatelli). E nel faccia a faccia l’Atalanta, se ha avuto qualche problema, almeno nel secondo tempo, ha tuttavia superato ampiamente l’esame di San Siro. Che si temeva, come no.

Invece spesso i nostri giovani sono stati più…autoritari nei confronti degli avversari, prendi Bonaventura che più di tutti poteva decidere la sfida, ma per fortuna l’ex stavolta non ha colpito, anche perché ha trovato una difesa molto attenta, al di là di Toloi che spesso gli mordeva le caviglie, comunque un’Atalanta che fin da Petagna e Gomez ha creato difficoltà ai rossoneri, non li ha lasciati respirare. Si temeva il contropiede della squadra di Montella, eppure è stata proprio l’Atalanta ad avere nelle cosiddette ripartenze l’occcasione migliore per risolvere la partita. A quel punto però, si era ormai nei minuti finali, è mancata la lucidità, dopo una partita molto dispendiosa, visto che l’Atalanta non era rimasta nella propria metà campo a difendersi per tutto il primo tempo, come aveva fatto l’Udinese a Bergamo.

E’ mancata la giocata del campione che può risolvere, chiamatelo Bonaventura o Bacca per il Milan, Gomez o un colpitore di testa per l’Atalanta. Perché anche a San Siro le torri nerazzurre hanno svettato, da Gagliardini a Caldara, non solo nell’area bergamasca. E chi li segue (Juventus, Milan) e vuole strapparli all’Atalanta si sarà lustrato gli occhi.

Qualche incertezza ancora da Sportiello, un paio di uscite sbagliate nel finale dove hanno messo una pezza Caldara e Conti. Comunque la squadra non ha subìto gol e non ha perso, fermandosi al secondo ko. Ora si può ricominciare a correre, con la testa a posto per piegare l’Empoli e chiudere l’anno in bellezza.

Commenti

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  1. Scritto da Matteo

    Poi da martedì si capirà se il presidente è SOLO intenzionato a fare cassa o ha veramente un progetto di crescita collettivo di squadra..

  2. Scritto da Matteo

    Spiace dirlo ma nn abbiamo un attaccante forte!è l’unica lacuna che manca a questa DEA….anche ieri Petagna gran lavoro per la squadra ma quando deve buttarla dentro manca all’appello…