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Caso Piario: “Ma che ministero? La giunta regionale non avrà chiesto la deroga” foto

Mario Barboni, consigliere al Pirellone e membro della commissione sanità è certo: "Che motivo avrebbe avuto il ministro per non concedere una deroga e mantenere aperto il punto nascita di Piario, così come fatto in altre realtà?"

E’ polemica nel centrodestra sulla chiusura del punto nascita all’ospedale di Piario. Dopo la presa di posizione del ministro Beatrice Lorenzin che ha sostanzialmente spiegato come il suo dicastero sia pronto a derogare anche per l’ospedale seriano ai parametri per mantenere attivi i reparti di maternità e ostetricia dei piccoli ospedali, purché si faccia opportuna richiesta, si è scatenata una sorta di botta e risposta che ha coinvolto i politici bergamaschi di Lega, Forza Italia e Nuovo centrodestra. Con il consigliere dell’Ncd Angelo Capelli che in sostanza dà ragione al ministro Lorenzin e gli esponenti lumbard e azzurri, Daniele Belotti e Paolo Franco che gli chiedono da che parte stia.

A cercare di spiegare dall’interno come stanno le cose prova il consigliere del Partito democratico al Pirellone, nonché membro della commissione sanità, Mario Barboni: “Esistono delle norme nazionali a cui il ministero deroga se vengono avanzate le opportune richieste. E per l’ospedale di Piario la deroga sarebbe arrivata senza problemi vista la situazione”. Com’è la situazione? “A Piario ci sono 438 nascite in un anno (poco sotto le 500 previste per mantenere in vita i reparti) ma soprattutto è evidente la necessità di avere un presidio in questa zona di montagna, di fatto lontana da Alzano e altri ospedali bergamaschi”

“Non stiamo parlando di un piccolo ospedale di Milano, a pochi chilometri dal Niguarda… stiamo parlando di una struttura che peraltro è già stata rafforzata ed è ben organizzata dal punto di vista medico – prosegue Barboni – Quindi che motivo avrebbe avuto il ministro per non concedere una deroga e mantenere aperto il punto nascita di Piario, così come fatto in altre realtà? Il punto è che con tutta probabilità non sono arrivate dalla giunta regionale le richieste necessarie. Non solo, una volta arrivato il provvedimento di chiusura, qualcuno ha strumentalizzato politicamente l’intera faccenda”.

Mario Barboni è ottimista, però, soprattutto vista la lettera che l’assessore Gallera ha inviato al ministero, nella giornata di mercoledì (leggi): “Adesso diamoci da fare tutti insieme per ottenere questa proroga al mantenimento del reparto: è fattibile, se davvero lo vogliamo”.

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